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Ricordate il gruppo rock Elp?
Oggi abbiamo Verri, Grima e Palmer (Elpd)

Basilicata

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QUELLI che anagraficamente hanno la mia giovane età, ricorderanno un famosissimo gruppo rock degli anni settanta/ottanta che andava sotto l'acronimo ELP, che stava per Emerson, Lake & Palmer; a Matera la Nouvelle Vague ha portato un altro Palmer (a spese del contribuente) il quale, senza un minimo di modestia, e' venuto a spiegarci il verbo secondo Verri e Grima; nasce così il nuovo gruppo Verri, Grima & Palmer. Senza voler entrare nel club dei 'rosiconi', mi permetto di dissentire sul modus operandi di questo nuovo cenacolo, ammonendo che, dissentire non vuol dire necessariamente rosicare ma, soprattutto, che Matera 2019 non e' un contratto e che non esiste nulla di immutabile rispetto alla progettualità che ci accompagnerà sino a quella data. Non amo il Renzi-pensiero, ma credo che si sia ben capito che, nel nostro Paese, le "Rendite" non esistono più, siano esse di posizione o di chissà cos'altro. Premesso che so bene cosa sia la riconoscenza, va dato merito, sia a Verri che a Grima di aver ben operato nel condurre tutta la fase istruttoria che ha accompagnato Matera alla conquista della meta di Capitale Europea della Cultura; che questo poi sia merito del 'Dossier' mi sembra fin troppo presuntuoso, sia per la pochezza dei suoi contenuti ma, soprattutto, rispetto al peso che la Storia di Matera ha rappresentato agli occhi della Commissione. Se non fossi abituato a non esagerare, sarei tentato di dire che Matera avrebbe vinto comunque e non ostante tutto. Ciò premesso, molte delle cose che hanno animato la cronaca di questi giorni, dagli interventi sulla stampa del duo Verri-Grima, sino al per nulla convincente intervento del sig. Palmer, mi sono sembrate fuori misura e un po' arroganti sia nei confronti del nostro modo di essere comunità e sia nei confronti della nostra Storia. E, siccome, a volte e purtroppo, la storia si ripete, mi e' venuta alla mente una lezione di Scienze delle Finanze di Francesco Saverio Nitti, una di quelle storie che l'intellighentia costituita, si dimentica di raccontare o che spesso preferisce rimuovere perché poco funzionale ai dogmi della moda benpensante dell'attuale pensiero liquido; raccontava Nitti: «Durante i 127 anni di buongoverno, i Borbone diedero prosperità a tutto il popolo. I Borbone costruirono strade, ricostruirono l'esercito e le amministrazioni locali cui diedero l'antica autonomia, come diedero grande impulso all'industria, all'agricoltura, alla pesca, al turismo. Da ultimo tra gli Stati, divenne il primo d'Italia e tra i primi nel mondo. Le ferrovie, inventate nel 1820, ignote in Italia, fecero la loro prima apparizione a Napoli (1839), con il tratto che conduceva la Capitale a Portici; poi a spese del tesoro borbonico si costruirono quelle per Nola, Sarno e Sansevero. Nel 1837 arrivò il gas e nel 1852 il telegrafo elettrico, primissimi in Italia. Eliminate le leggi feudali diedero ordine ai territori di tutto il regno e concessero, primi al mondo, la terra a chi la lavorava; si passò così dalle sterpaglie ai frutteti e vigneti; furono prosciugate le paludi e regalate ai contadini terre fertili; furono ripuliti ed arginati fiumi e torrenti.Si mise ordine all'amministrazione pubblica e a quella del Regno delle Due Sicilie. Furono aperti i primi Musei Archeologici e i primi Orti Botanici e, primo al mondo, l' Osservatorio Sismologico Vesuviano; fu aperto il primo Osservatorio Astronomico e la Biblioteca Nazionale.Lo sviluppo industriale fu travolgente e in venti anni raggiunse primati impensabili sia nel settore del tessile che in quello metalmeccanico: un milione e seicentomila addetti contro il milione del resto d'Italia. Nacquero industrie all'avanguardia e tecnologicamente avanzate che diedero vita a ferrovie e battelli a vapore, furono inventati i primi ponti in ferro, opere di alta ingegneria e vennero istituiti collegi militari come la Nunziatella , scuole di Arti e Mestieri, Accademie, Monti di Pegno e Frumentari. Le Università sfornavano professionisti e scienziati e il Regno poteva vantare il più basso tasso di mortalità infantile di tutta l'Italia. C'erano Ospedali e Ospizi per i poveri e ben novemila medici.Nella conferenza di Parigi del 1856 fu assegnato al Regno delle Due Sicilie il premio del terzo Paese del Mondo, dopo Inghilterra e Francia, per sviluppo industriale. Poi a San Leucio fu costruita la seteria più famosa di tutti i tempi. Infine, chicca della chicche, risulta che al momento dell'annessione, le finanze degli antichi Stati Italiani, ammontavano a 669 milioni, di questi ben 443 milioni appartenevano al Regno delle Due Sicilie; i restanti 226 milioni erano ripartiti tra Regno di Sardegna, Lombardia, Ducato di Modena Parma e Piacenza, Roma, Romagna, Marche e Umbria, Toscana e Venezia. Persino la Borsa di Parigi, allora la più grande del mondo, quotava la rendita del Regno delle Due Sicilie al 120%, ossia la più alta di tutta l'Europa». Tutto questo e' oggi ai più ignoto, anche nel mezzogiorno oltre che nel nord del Paese; Il Conte di Cavour e' passato agli onori della storia ufficiale senza che nessuno ti abbia mai raccontato che l'annessione del sud serviva solo a salvare dalla bancarotta il Piemonte, a causa dei debiti di guerra che aveva contratto con la Francia. Altro che unità d'Italia!! E' così che, il 13 febbraio del 1861, il civilissimo e laborioso mezzogiorno d'Italia, terra di Archimede, Pitagora, Cicerone, Orazio, di Tommaso Campanella e Giordano Bruno, di Giovanni Caboto e Ettore Fieramosca, diventò di colpo primitivo e barbaro agli occhi del resto di Italia e del Mondo.Chissà perché mi e' tornata alla mente questa storia, forse perché dalle cose che sono state scritte e dette dai nostri consulenti questa storia non mi e' parsa patrimonio delle loro conoscenze o, forse perché, molto più prosaicamente, nella scarsezza di risorse, cari Verri, Grima e Palmer, a noi non sfugge che Matera Capitale Europea della Cultura 2019 e' un traguardo che porterà opportunità e risorse nei nostri territori e, senza disturbare, ci permettiamo di dire che questa comunità ha cuori e menti e Storia all'altezza della sfida e deciderà attraverso gli organi che democraticamente si costituiranno nei prossimi mesi, quale cammino intraprendere, piaccia o non piaccia ai consulenti di turno, questi si' legati da contratti, che va da se, si possono sempre rescindere. O no?

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