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Provincia Potenza: 22 indagati per rimborsopoli
Le accuse sono, a vario titolo, di peculato e truffa

Basilicata

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POTENZA – Rischiano il processo in 22, di cui 15 ex consiglieri accusati a vario titolo di peculato e truffa. E' un lungo elenco di nomi quello a cui i militari del corpo di polizia tributaria della Guardia di Finanza e dell'aliquota di polizia giudiziaria dei carabinieri stanno notificando in queste ore gli avvisi di conclusione delle indagini sui rimborsi alla Provincia di Potenza.
Tra le contestazioni evidenziate dagli investigatori si parla di rimborsi benzina gonfiati, pranzi e cene tra intimi spacciati per incontri politici, e spese pazze di vario tipo. Le “anomalie” evidenziate riguarderebbero anche l’attuale consigliere regionale Aurelio Pace, ex capogruppo Pdl alla Provincia. Mentre non risultano iscritti sul registro degli indagati l’ex presidente Piero Lacorazza, oggi alla guida del parlamentino lucano, e quello attuale Nicola Valluzzi.
Nel mirino del pm Francesco Basentini è finito anche qualche funzionario dell'ente, oltre agli imprenditori che hanno emesso le fatture contestate, e il collaboratore di un gruppo consiliare evidentemente a scarso di liquidità, che ha pensato bene di prelevare dal conto intestato al gruppo quanto gli serviva per le sue esigenze private, salvo restituire la somma non appena è stato in grado di farlo.
A dare il “la” all’inchiesta è stato un esposto anonimo datato 8 giugno 2010, il primo di una serie che ha anticipato gli scandali sui rimborsi che da Napoli e Milano si sono irradiati in tutta Italia. Basilicata inclusa. Prendendo di mira in particolare i consigli regionali.
Al suo interno venivano elencati «plurimi episodi di malversazione di denaro pubblico compiuti da alcuni componenti dell’amministrazione provinciale di Potenza, indicati come responsabili dell’indebita percezione di denaro per rimborsi spese varie e gettoni di presenza segnalati come non spettanti». Così il procuratore regionale della Corte di conti, che ha vagliato per primo le carte informando la Procura della Repubblica su quanto emerso per i profili di responsabilità penale.
Nel 2012, su cui si sono concentrati gli accertamenti, i rimborsi per spese di «rappresentanza, organizzazione eventi, pubblicità e servizi per trasferta» distribuiti dalla Provincia di Potenza ai gruppi consiliari sono stati pari 263mila euro.
Tra le varie irregolarità riscontrate le Fiamme gialle si parla di: «documentazione fiscale mancante, ovvero non leggibile, ovvero mancante della descrizione dei beni/servizi acquistati; acquisti di beni destinati al consumo del personale interno all’ente provincia, ovvero di carattere strumentale senza finalità di rappresentanza; spese inerenti la ristorazione, avvenute in orari notturni, poco afferenti la normale attività istituzionale; spese, sostenute principalmente per ristorazione, senza alcun riferimento all’attività istituzionale». E altro ancora.

l.amato@luedi.it

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