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Intervista all'ex sindaco Saverio Acito
«Lasciamo il 2019 fuori dalla campagna elettorale»

Basilicata

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«CI attendono cinque anni importanti, straordinari e Matera 2019 e il bene di questa città deve venir prima della campagna elettorale». A spiegarlo a chiare lettere è Saverio Acito che senza esitazioni scende in campo per commentare le ultime uscite e polemiche sulla gestione e il percorso fatto dalla città per arrivare a diventare capitale della cultura.
«Gli ultimi pareri di Tito Di Maggio e Raffaello De Ruggieri mi esortano a parlare, anche io avrei preferito che ci fossero percorsi e soluzioni diverse nell’elaborazione del dossier ma oggi siamo arrivati ad un risultato.
E per questo ritengo ingenerosi gli attacchi a Verri e Grima perchè comunque ci hanno portato al risultato.
Non so cosa sarebbe successo se non fosse arrivato il risultato, la designazione, forse sarebbero stati posti sulle croci del film di Ben Hur ma oggi il dossier è il punto di partenza della designazione poi c’è da raggiungere il punto di arrivo.
Si può fare con una politica con la P maiuscola che si riunisca, dia al Consiglio comunale, anche a questo Consiglio comunale, il compito di fare programmazione definendo obiettivi, tempi e modi con i quali raggiungerli.
E’ importante» insiste Acito, «che Matera 2019 rimanga fuori da campagna elettorale perchè è un progetto condiviso. Nessuno mette in discussione Matera capitale della cultura ma al massimo si possono discutere scelte, priorità, percorsi ed è per questo che credo la politica possa definire le priorità da perseguire dando proposte costruttive».
Acito affronta anche la questione risorse ed infrastrutture che sono un’altra delle priorità a cui bisogna tendere e che vengono indicate all’interno del dossier ma con diverse opzioni e necessità. «Io credo che ci siano diversi enti che possono programmare interventi che riguardano Matera 2019 ma per essere certi di arrivare ad avere le risorse e avere anche tempi certi e modalità chiare di utilizzo di queste risorse penso che la presidenza del Consiglio dei ministri dovrebbe nominare un commissario ad acta che si occupi di dare esecuzione e realizzazione nei tempi indicati alle opere previste. Garantendo una tempistica compatibile con la scadenza che Matera ha davanti a sè.
Mi pare questo l’unico modo per dare tempistiche certe e dare carattere di straordinarietà agli interventi in modo da farli diventare prioritari rispetto a tutti gli altri, tenendoli anche fuori dal patto di stabilità. Il Governo dovrebbe farsi carico di ritenere che anche gli interventi che accompagnano Matera 2019 sono di importanza nazionale come per esempio è stato per l’Expo».
Poi alcune battute sul Pd e sulle scelte ancora da compiere: «mi ha preoccupato molto la dichiarazione del senatore Margiotta che qualche giorno fa proprio sul “Quotidiano” ha spiegato come la scelta deve essere quella di un sindaco che unifica il Pd. Io al contrario mi auguro che si tratti di un sindaco che non si limiti ad unificare il Pd ma che unifichi al di là del suo nome l’intera città rispetto all’obiettivo prioritario di Matera 2019. Questa deve essere una consiliatura di unità, non di rottura, è in qualche modo anche l’intento delle primarie aperte delle liste civiche.
Io mi auguro che il Pd superi le diatribe interne, che Matera non si rassegni a sapere già chi ha vinto e chi non ha vinto ma che scelga e soprattutto spero che una volta superate le diatribe interne il Pd ci dica finalmente se il partito di maggioranza relativa che ha espresso questo sindaco ritiene che abbia lavorato bene o male. Se ha lavorato bene ed allora è naturale ricandidarlo altrimenti abbiano il coraggio di dire che ha lavorato male.
Del resto basterebbe controllare rispetto al programma presentato quali sono gli obiettivi raggiunti».
Poi un appello deciso per il futuro e sulla necessità di scendere in campo ognuno per la sua parte: «io mi auguro che ci siano 32 teste pensanti che ragionino in Consiglio comunale con spirito di buona volontà e per la città di Matera, Raffaello De Ruggieri credo che sarà in campo come consigliere comunale, io credo che la città debba fornire il meglio delle proprie risorse. Risorse di prestigio che si preoccupino di impegnarsi insieme per la realizzazione del programma che è stato messo in campo.
A noi serve un sindaco di tutti, che sia espressione della città e serve già oggi decidere ad esempio che lo sfidante che perderà le elezioni sarà presidente del Consiglio comunale per unificare questa città e farci condividere un periodo speciale che abbiamo davanti ed un obiettivo che deve essere inevitabilmente obiettivo di tutti e non solo di alcuni».
Infine il dossier: «non è possibile oggi metterlo in discussione ma noi dobbiamo anche sapere che tutto ciò che non si trova nel dossier è da costruire ed in questo senso ed in questa direzione dovremo impegnarci».

p.quarto@luedi.it

 

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