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Consiglio, il Pd al bivio
per la nomina del presidente

Basilicata

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POTENZA - La tensione è alle stelle. Non c’è dubbio. Il Pd di Basilicata è chiamato a fare scelte importanti a stretto giro. Ma all’orizzonte non si vedono schiarite. Il tempo passa. E così iniziano gli “incroci” pericolosi per il Pd e il centrosinistra lucano perchè si avvicinano date in cui in una maniera o in un’altra si deve decidere.
La prima è martedì prossimo: dopo il rinvio “burrascoso” di dieci giorni fa della riunione del Consiglio regionale c’è da eleggere il nuovo Ufficio di presidenza. Organismo che di fatto sarebbe già scaduto il 14 gennaio scorso. L’Ufficio di presidenza ha scadenza annuale: quello in carica è stato eletto il 14 gennaio 2014. Non c’è una scadenza vera e propria ma è chiaro che non si può arrivare a marzo.
La questione in pratica è allo stesso punto della seduta scorsa: Piero Lacorazza potrebbe essere riconfermato lasciando tutto com’è in attesa che le altre caselle vadano a posto. E cioè che si decida sulla corsa alla poltrona di sindaco di Matera e quindi si prenda una via anche per il rimpasto della giunta regionale. E’ un castello da costruire pezzo per pezzo. Ma di fatto finora nessuna casella è stata riempita.
La questione è nota: Lacorazza non spinge per entrare in giunta e preferisce stare alla finestra chiedendo garanzie politiche dal suo stesso partito. Poi come ha spesso precisato sui propri canali web è disponibile a tutto: anche a fare il consigliere semplice. Si vedrà. Ma la sensazione è che sia tirato per giacca: da chi lo vedrebbe bene come assessore nella giunta Pittella anche con i gradi di vicepresidente della Regione per far quadrare i propri conti. Allo stesso tempo c’è il tema Nicola Benedetto: lui e il suo partito (Centro democratico) chiedono spazio al Pd. In tutto questo Franco Mollica (Udc) in odore di alleanza con il centrosinistra resta alla finestra.
Ma è ovvio che la partita si gioca tutta dentro il Pd. E i segnali non sono incoraggianti. La stessa intervista al nostro giornale del senatore Salvatore Margiotta (che ufficialmente non ha stimolato un dibattito pubblico) di fatto non è piaciuta alla corrente luonghiana. Tanto che anche la convocazione della riunione dell’Assemblea regionale in cui devono essere completati gli organismi dirigenziali del partito regionale (sono passati ormai più di sei mesi dal congresso) latita. Ora si parla di fine marzo: una data che non consentirebbe un dibattito di partito allargato sulle questioni più calde; rimpasto di giunta regionale, vicenda di Potenza e scelte materane e ovviamente il rinnovo della presidenza del Consiglio regionale. Ma questo è.

s.santoro@luedi.it

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