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Pedicini (FI) sulle candidature
«Il centrodestra c’è e si vedrà»

Basilicata

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UNA sinistra rissosa impegnata a redimere e scontrarsi al suo interno, è questo che oggi rappresenta il Pd, un partito che non ha governato; questo lo si deve dire soprattutto perchè si vuol far sapere che alle elezioni amministrative di maggio 2015 parteciperà anche il centrodestra. Sì, perché non sembra chiaro questo, si guarda al candidato del centrosinistra per individuare il possibile successore alla guida del palazzo di città. Ma noi ci siamo, saremo presenti, come lo siamo stati in questi cinque anni, costruttivi e combattivi, evidenziando tutte le inadempienze di questa consiliatura che si avvia a termine lasciando macerie sulle quali il prossimo sindaco si inerpicherà.
Disastri che vengono dal passato remoto e recente che aggrediscono le casse comunali oramai con puntuale regolarità; 900.000 euro è il pignoramento di questi ultimi giorni, ne segue un altro di quasi 200.000 euro nei prossimi. Fatti che risalgono al passato, decisioni di tribunali che non vanno tanto per il sottile e che si riflettono solo sulla comunità con l’incremento del carico fiscale. Ma queste cifre, lo avevo detto, son ben poca cosa; ci aspetta un futuro nero, anche perché quelle somme altro non sono che la metà di quanto sentenziato dai Tribunali, ben altri procedimenti di valori di gran lunga superiori si intravedono all’orizzonte. Mai un colpevole in tutto ciò, mai una responsabilità, si paga come fossero soldi di nessuno, come se le casse comunali fossero un pozzo senza fondo. V’è da chiedersi se qualche inchiesta amministrativa abbia mai trovato un colpevole per i tanti disastri. È anche strano che l’orientamento di questa amministrazione sia quello di attendere passivamente il giudizio solo per scrollarsi di dosso responsabilità: “me lo ha detto un giudice ed io pago”, è questa la logica che prevale, fregandosene di interessi, spese legali e sovrabbondanti costi che il tempo che passa comporta. Figurarsi che uno dei pignoramenti risale agli anni ‘80 per lavori eseguiti nell’odierno tribunale; il secondo, invece, per disastri odierni, sempre quelli di via Nino Rota dove questa amministrazione cerca rattoppi. Venga il nuovo sindaco a vedere ciò che l’aspetta, ciò che erediterà: una montagna di debiti, un lago di percolato, un disastro ambientale ed uno urbanistico, un immenso contenzioso giudiziario che solo la metà basta per un dissesto più grande di quello del capoluogo. Di questo non si parla, non l’ho sentito in nessun dibattito; un solo argomento: Matera 2019, ma anche qui non si spiega come far fronte agli impegni presi non solo con la città, ma con l’Europa intera. Sono questi i motivi per i quali non possiamo lasciare Matera a chi l’ha ridotta in questo stato. Forza Italia ed il centrodestra non faranno fatica a trovare l’unità, son certo si presenteranno uniti, con un’apertura alla città ed al civismo, nella speranza che prevalga la logica della coalizione in un programma efficace e condiviso, che rimedi al totale fallimento della giunta Adduce che si appresta a ripresentarsi ma, non farà dimenticare quello che è stato, quello che ha fatto; resta ne più ne meno quello che oggi è.

*capogruppo FI in Consiglio

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