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Il segretario di Cna Matera: «Vedo una gran bagarre
Ma la campagna elettorale deve essere un’altra cosa»

Basilicata

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«IN questa discussione sul ruolo e sul futuro di Matera 2019 manca un tassello importante ed è il ruolo che gli imprenditori possono svolgere». A spiegarlo è Leo Montemurro segretario provinciale della Cna che raccoglie la sfida che proietta Matera verso il 2019 ma ci mette in una posizione centrale proprio le imprese che potranno dare un contributo forte. Non entra nella questione politica ma ammette che «al momento vedo solo una grande bagarre e il rischio di una paralisi totale in questi mesi di campagna elettorale mi pare eventualità concreta anche se assolutamente da scongiurare».
Montemurro parla di quello che c’è da fare e di quello che è stato fatto: «esiste un vizio di partenza che riguarda il dossier ed il ruolo degli imprenditori che non emerge in maniera evidente, in questo senso c’è anche un pizzico di autocritica da fare da parte nostra. E’ poi altrettanto vero che il dossier è la linea guida, la stella polare che bisogna seguire perchè il frutto della scelta di Matera come capitale europea della cultura. In questo senso non possiamo discostarci troppo da esso anche se alcuni emendamenti sono possibili e necessari anche senza snaturare eccessivamente il contenuto del dossier stesso. E’ vero infatti che la cultura fa mangiare ma questo concetto risulta decisamente ampliato se si riesce a dargli consistenza produttiva con il coinvolgimento delle imprese locali. In questo senso stiamo pensando proprio a questo cioè alla necessità ed opportunità di mettere in campo uno strumento di imprenditori che possa dare un contributo».
Matera lavora e punta direttamente al 2019 ma con alcuni punti interrogativi che vengono chiaramente evidenziati dallo stesso Montemurro il quale ammette: «ci sono diverse necessità a cui far fronte penso per esempio all’opportunità di creare una sorta di programmazione che permetta di conoscere quelli che sono gli appuntamenti che la città offre con ampio e doveroso anticipo, così come è essenziale che ci sia un utilizzo delle risorse e del patrimonio che la città può offrire, l’utilizzo di strutture culturali è molto importante. Un esempio può essere proprio quello del Convicinio di Sant’Antonio che è chiuso per i fatti che sono stati evidenziati proprio dal “Quotidiano” nell’agosto scorso ma da allora non c’è stato alcun contatto tra pubblico e privato anche di fronte ad una disponibilità per una partenership che avrebbe permesso di poter usufruire di quella struttura. Queste situazioni vanno affrontate. Il Castello? Anche quello è un altro esempio di quello che si può fare attraverso una corretta gestione del patrimonio che la città ha a disposizione».
Con Montemurro affrontiamo anche altri due aspetti importanti e cioè l’operatività di una Fondazione che andrà finanziata soprattutto con soldi pubblici e che per questo potrebbe avere problemi di liquidità: «si tratta di una questione reale ma in questo senso io credo che si debbano mantenere gli impegni presi, rendere la Fondazione operativa sin dal 1 aprile e dare le risorse necessarie tenendo fuori la questione dalle difficoltà di una campagna elettorale. Per evitare le difficoltà che hanno accompagnato anche la vita del Comitato. Mi auguro che in questo senso il presidente della Regione faccia la sua parte fino in fondo».
Infine il tema più bollente in queste ore cioè quella della campagna elettorale che rischia di risucchiare anche la polemica su Matera 2019 e portare ad una sostanziale paralisi operativa che potrebbe creare ritardi pericolosi.
«E’ per questo che noi associazioni vogliamo portarci avanti con il lavoro, creare uno strumento che permetta comunque di lavorare e poter essere operatività su Matera 2019 evitado che la paralisi derivante da una campagna elettorale possa in qualche modo riuscire davvero ad avere il sopravvento».

p.quarto@luedi.it

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