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De Ruggieri alla fine dice sì
«Non potevo stare a guardare»

Basilicata

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MATERA - A 48 ore dalla presentazione ufficiale dei candidati (domenica mattina al teatro Duni a partire dalle 10,30) e a poche ore dalla chiusura delle liste (ieri sera alle 20), Raffaello De Ruggieri ufficializza quella che da giorni si sapeva essere la sua decisione: candidarsi alla carica di sindaco per le primarie del 22 marzo promosse dal Movimento Matera 2020.
«Sono tra coloro che correranno nelle primarie - esordisce al telefono poche ore dopo aver annunciato di voler decidere dopo aver parlato con sua moglie.
«C’è da fare una scelta di futuro per la città.
Non potevo stare a guardare gli altri che ancora non hanno la forza e l’ottimismo di guardare lontano.
Sono stato educato a coniugare i verbi al futuro - spiega ancora De Ruggieri - e credo di poter dare un contributo a questa vicenda, a questa città, al di là del dossier di candidatura».
La presenza di Raffaello De Ruggieri, nelle ultime settimane, era coincisa con una serie di dichiarazioni pubbliche che avevano fatto comprendere quanto il suo proverbiale aplomb avesse lasciato il posto ad una ritrovata partecipazione, anche in forma critica, alle vicende della città.
L’annuncio delle sue dimissioni dal Comitato Matera 2019, poi, aveva dato la stura ad una serie di voci che si sono rincorse fino alle conferma di ieri e, prima ancora, alla sua presenza (non di contorno) alla conferenza stampa del movimento Matera 2020 che fa capo a Angelo Tosto.
«Il Dossier è un accidente ludico - prosegue De Ruggieri - noi dobbiamo costruire e creare i pilastri come sostenuto dal prof. Schiuma.
Strumenti che serviranno a costruire non un futuro incerto, ma stabile».
Sulle incertezze degli avversari, sul silenzio del Pd, De Ruggieri dice: «Non c’è armonia e questo stride con la mia cultura.
Non mi eccito con i problemi degli altri, lo faccio risolvendo i problemi di questa città e di questa regione».
La notte sembra aver portato consiglio al presidente della Fondazione Zetema che racconta: «Il primo pensiero stamattina?
E’ stato ancora una volta il ricordo di Guido Dorso, della sua classe dirigente composta da uomini e donne.
Il futuro del Mezzogiorno passa attraverso una forte, armonica, convinta, competente e appassionata classe dirigente».
Una bella sfida?
«Sono abituato. Sono entrato nel Partito repubblicano nel 1968, quando aveva 217 voti in tutta la provincia di Matera. Per me la politica non è una crescita personale, ma sociale. Quando si sono poste condizioni che impedivano la mia presenza nelle istituzioni, mi sono creato il mio ruolo politico diverso in città.
Lo avevamo fatto già nel 1959 con il Circolo La Scaletta.
La politica non si fa solo nelle istituzioni e nei partiti, ma anche nei movimenti per instillare nei cittadini i valori di appartenenza e responsabilità».
E’ un fiume in piena mentre parla e spiega le ragioni della sua scelta, d’altronde già chiare dopo le sue recenti esternazioni.
La campagna elettorale, dunque, comincia a mostrare i primi “muscoli” in campo, le voci di chi è convinto che la città abbia bisogno di una nuova classe dirigente.
Ieri sera, intanto, i candidati si sono ritrovati all’ Hotel san Domenico attorno ad un tavolo per una cena promossa dal leader del Movimento, Angelo Tosto.
Un benvenuto a chi, abitualmente, è lontano dalla città e una occasione per mettere a punto il programma elettorale illustrato solo in pillole nei giorni precedenti.

a.ciervo@luedi.it

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