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Gianni Rosa- Aurelio Pace
lite sul web tra “compagni di banco”

Basilicata

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POTENZA - Gianni Rosa ne ha per tutti. Ma come accade a chi usa la tattica dell’attacco a testa bassa le reazioni e i contrattacchi sono sempre più frequenti. Oramai sono quotidiane non più solo le note di denuncia del consigliere regionale di Fratelli d’Italia ma anche le risposte piccate e le repliche di chi non ci sta a subire.
Ieri in particolare si è sviluppata una polemica su internet tra lo stesso Rosa e Aurelio Pace, consigliere regionale dei Popolari per l’Italia. Che non se le sono mandate a dire. Il tono tra quelli che si sono chiamati “compagni di banco” in Consiglio regionale è stato di polemica dura. Ha cominciato il consigliere di Fratelli d’Italia, Rosa: «Ho ascoltato l'intervista rilasciata da Aurelio Pace che dichiara “… la discontinuità che abbiamo chiesto al presidente della Giunta regionale è stata corroborata da atteggiamenti di forte fiducia di aperture di credito importanti …”. Pur rispettando il suo pensiero non lo condivido». Gianni Rosa quindi conclude secco: «Alla Basilicata serve un'alternativa chiara e credibile in termini di idee, progetti e uomini senza ammiccamenti con i Pittella's & C».
Non si è fatta attendere la replica del consigliere regionale dei Popolari per l’Italia: «Fiducia ed apertura di credito sono gli atteggiamento che noi Popolari abbiamo riservato a Pittella e non il contrario. Abbiamo chiesto discontinuità con i metodi ed i risultati del passato dando fiducia e corroborandola con atteggiamenti di collaborazione. Come vedi il senso delle mie affermazioni è diverso e contrario alla tua libera interpretazione. Prima di parlare e di scrivere pensa e, se serve, chiamami. Il suggerimento al compagno di banco: la politica ci spinge a posizionamenti, a scelte, ad esasperare alcune cose in termini di comunicazione. Capisco tutto, la tattica, la voglia di intestarsi battaglie, la ricerca del nemico anche quando non c'è. Ma non può essere tutto solo propaganda (...)». Pace ha quindi aggiunto a Rosa: «Adesso non cominciare a far scrivere i ragazzi a contratto militante...».
E quindi scoppia la polemica. Inevitabile. Proseguita per diverse ore e diverse risposte in cui i due consiglieri non si sono fatti mancare le critiche reciproche.

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