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Il pontiere De Ruggieri
corteggiato anche da alcuni pezzi del Pd

Basilicata

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MATERA - "Un pontiere e non un guastafeste". Così si definisce Raffaello De Ruggieri al momento della presentazione del Comitato 2020, dei suoi cinque candidati sindaci e di una mattinata che fornisce qualche interessante spunto politico, toni diversi rispetto al recente passato, concilianti e non certo di scontro e lascia intravedere soprattutto la volontà di creare un progetto per la città. "Spero che da questa scelta di scendere in campo possa trarne beneficio anche il centrosinistra per ritrovare una compattezza ed un progetto di governo su cui confrontarci" spiega lo stesso De Ruggieri . Ed è proprio sulla candidatura di De Ruggieri "vista con preoccupazione" da alcuni, come lui stesso ammette, che si fonda gran parte del ragionamento di queste ore. Perchè mentre il presidente della Fondazione Zetema guarda avanti e spiega la sua decisione, dall'altra parte c'è però chi sembra direttamente o indirettamente strizzargli l'occhio. Nel Pd c'è chi rimpiange di non aver avuto direttamente l'idea di puntare su De Ruggieri e chi ancora adesso sarebbe pronto a salire su quel carro in corsa. Lo dice a chiare lettere nel suo post su facebook di sabato Vincenzo Santochirico quando spiega "TIME OUT. Il centrosinistra esca dall'impasse facendo le primarie a Matera o converga su una personalità di indiscusso valore e riconosciuta autonomia che realizzi la più ampia unità della città". Il nome non c'è ma è il ritratto perfetto di De Ruggieri, un'ipotesi che siamo convinti non dispiacerebbe troppo nemmeno ai renziani e renderebbe le primarie un unico grande referendum cittadino. Una strizzata d'occhio potrebbe arrivare anche dai cespugli del centrosinistra Anche perchè forte è la voglia di andare oltre i classici schemi di partito e grande la consapevolezza che oggi con il 2019 davanti Matera ha un'occasione unica davanti che nessuno può permettersi di lasciarsi sfuggire.
Il problema però è che quest'ipotesi De Ruggieri non piace a tutto il Pd. C'è una parte che non l'accetta e che continua ad insistere su Adduce ma di certo anche in questo senso la "discesa in campo" di De Ruggieri ha sparigliato gli equilibri complessivi del centrosinistra che paradossalmente potrebbe unirsi molto di più attorno a De Ruggieri che ieri ha ribadito "la sua indipendenza" che non su Adduce. E' strano ma è così che stanno le cose oggi.
Una situazione complicata,, magari dal sostegno esplicito di pezzi di centrodestra a cominciare da Forza Italia al Comitato 2020 e all'avvocato materano.
Ma la scelta del Pd anche in rapporto a De Ruggieri sarà la partita che caratterizzerà probabilmente le prossime ore e la voglia di ragionare su un progetto, su un programma, su un'occasione da sfruttare potrebbe essere l'amalgama per realizzare davvero un'idea di questo tipo, Bisognerebbe certo fare un grande sforzo generale, andare al di là di ambizioni ed egoismi ma in questo senso la candidatura di De Ruggieri potrebbe essere l'unico possibile collante. L'alternativa potrebbe essere diversa per il centrosinistra e portare o ad un accordo al ribasso che mostrerebbe i suoi limiti alla distanza (leggasi ballottaggio) o ad una spaccatura vera e propria del partito in due diversi tronconi (ipotesi remota ma non da scartare completamente).
In tutto questo intanto ieri il Comitato 2020 ha incassato la presentazione dei suoi cinque candidati e la sua voglia di costruire per la città. Molti dei contenuti, del programma da realizzare, delle scelte da fare per la città dovranno essere costruiti, rafforzati, approfonditi nel corso delle prossime settimane. Le tre settimane che separano dalle primarie serviranno anche a queste e non è detto che queste primarie non siano quella scelta che il Pd non ha avuto il coraggio di fare ma che potrebbe amalgare una vasta coalizione attorno ad una figura come quella di De Ruggieri.

p.quarto@luedi.it

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