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De Luca incontra i 24 firmatari
«Più coesione. Ecco le priorità»

Basilicata

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POTENZA - Sono stati due i piani del confronto tra il sindaco e i consiglieri che hanno firmato il documento di richieste di ritiro delle dimissioni del primo cittadino.
Il primo, politico, era destinato a specificare meglio i contorni della sintesi trovata dai 24. Quelle firme, quasi tutte del centrosinistra ad eccezione dei PpI che hanno svolto ruolo di mediatori nella trattativa, hanno ormai la forma della maggioranza numerica. Le sigle che hanno ratificato - tutta l’area dem, i Pu, Cd, Socialisti uniti, il gruppo di Falotico - sono necessarie all’agibilità del governo De Luca, nato in una condizione di anatra zoppa (maggioranza in consiglio del centrosinistra, esecutivo sostenuto dal centrodestra). Fallito il tentativo di larghe intese, quell’accordo è l’equilibrio migliore a cui la politica cittadina è approdata. Ma va mantenuto.
Ecco perché nell’incontro di ieri - clima sereno e collaborativo, raccontano - i 24 consiglieri hanno posto questioni anche sul fronte amministrativo. In particolare è sulla condivisione che hanno spinto un po’ tutti. Troppo poca quella garantita dal sindaco rispetto a provvedimenti importanti, come l’affidamento della gestione dei parcheggi a pagamento.
La richiesta diffusa guarda al bisogno di costruire un legame più solido e continuo tra Palazzo di Città e l’aula consiliare: non tanto nelle questioni amministrative di routine. Ma ci sono scelte con cui il Municipio si sta confrontando - trasporti, pulizie, rimodulazione della spesa pubblica, programmazione dei fondi europei - che i consiglieri vorrebbero fossero al centro di uno scambio costante col sindaco. Soprattutto in un momento in cui i consiglieri comunali sono spesso il terminale di vicende complesse, come quella della riduzione dei servizi, che passano attraverso rischio posti di lavoro, disagio sociale, proteste, paure della cittadinanza.
Il tempo scorre veloce anche sul versante del risanamento: i novanta giorni utili a stilare un bilancio di previsione in pareggio dopo la dichiarazione di dissesto scadranno ai primi di maggio. Non sarà facile riequilibrare i conti, ma sembra che la Regione abbia dato un’ulteriore apertura rispetto a un fondo per la città di Potenza. Sono circa 12 i milioni di euro che secondo le stime degli uffici rimangono “scoperti”. È su questa cifra che viale Verrastro dovrebbe intervenire.
E la comunità? Non bastano i tagli e i conti, hanno fatto notare in tanti. La richiesta dei consiglieri guarda ad azioni capaci di far ripartire la città. Piccole cose, centro storico, cultura, mobilità. Purché si esca da una fase di immobilismo che sembra durare da troppo tempo.

s.lorusso@luedi.it

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