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Reddito minimo, via libera in Giunta
In dirittura d’arrivo la misura contro la crisi

Basilicata

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POTENZA - Seppure con qualche ritardo sulla tabella di marcia annunciata, è ormai in dirittura d’arrivo il reddito minimo d’inserimento: la misura della Regione Basilicata, rivolta a inoccupati o disoccupati di lungo periodo e soggetti particolarmente svantaggiati.
Lo strumento
In viale Verrastro si lavora già da un pò di tempo allo strumento su cui hanno battuto molto Cgil, Cisl e Uil, per far fronte alla perdurante crisi economica.
Il fondo per finanziarlo era stato istituito nell’assestamento di bilancio della scorsa estate. E qualche giorno fa la Giunta regionale ha approvato il Programma, che ora passerà prima all’esame della Commissione competente, per poi approdare nell’aula consiliare.
Di cosa si tratta? Un sostegno economico di circa 450 euro al mese per i residenti in Basilicata. Beneficiari sono i soggetti particolarmente svantaggiati residenti, esclusi dagli ammortizzatori sociali, disoccupati e inoccupati di lunga durata, e o in generale tutti coloro a rischio esclusione sociale. Saranno coinvolti in progetti di pubblica utilità o di inserimento lavorativo.
Progetti e soggetti proponenti
Le attività potranno essere svolte presso pubbliche amministrazioni, enti pubblici economici, cooperative sociali, consorzi, e imprese sociali. I soggetti proponenti presenteranno alla Regione, anche in partenariato con i comuni di riferimento, piani di attività aggiuntive rispetto a quelle svolte alla data della pubblicazione del bando. I settori di competenza sono: valorizzazione dei beni culturali e artistici, custodia e vigilanza, attività ausiliarie di tipo sociale (assistenza a disabili e non autosufficienti), lavori di messa in sicurezza del territorio, manutenzione del verde pubblico, viabilità, raccolta differenziata.
Nel caso sia necessario, lì dove nella platea di beneficiari individuati non dovessero esserci professionalità adeguate, sono previste anche ore di formazione on the job per mettere i beneficiari nelle condizioni di svolgere le attività loro assegnate.
Da segnalare, la precisazione prevista dal Programma della Giunta: la Regione potrà sospendere i progetti nel caso in cui essi dovessero arrecare danni alla comunità, o comportino inutili sprechi (come nel caso di diminuizione del numero di utenti di un determinato servizio).
In questo caso i beneficiari potranno essere spostati su altri progetti. Inoltre la Regione si riserva di emanare avvisi pubblici per l’erogazione di contributi (con finanziamenti europei o nazionali) per garantire concrete possibilità di inserimento lavorativo, sia attraverso assunzioni a tempo indeterminato, che per l’autoimprenditorialità, in forma singola o associata.
I beneficiari
Per accedere al fondo i requisiti previsti sono: gli esclusi dalla mobilità in deroga devono essere residenti in Basilicata, con età compresa tra i 18 e i 65 anni di età, fuoriusciti dalla platea dei lavoratori in mobilità in deroga (per effetto del decreto Fornero), con un Isee inferiore ai 18.500 euro.
Per quanto riguarda disoccupati e inoccupati, invece, i requisiti richiesti sono: residenza in Basilicata da almeno due anni (ma anche emigrati all’estero iscritti al registro Aire, con residenza già trasferita in Italia alla data di pubblicazione del bando), con età compresa tra i 18 e i 65 anni, non occupazione da almeno due anni, o da un anno ma se in possesso di diploma, età superiore ai 50 anni o con nucleo familiare monoreddito. O ancora persone con reddito familiare inferiore ai 9.000 euro.
Il beneficio
L’indennità mensile è pari a circa 450 euro, da modulare in base al reddito. Inoltre, se le attività di pubblica attività sono svolte in comune diverso da quello di residenza, viene riconosciuto un rimborso biglietto, se ci si sposta con i mezzi pubblici, o un rimborso benzina nel caso in cui si utilizzi l’auto di proprietà.
Il compenso, però, viene riconosciuto solo se il beneficiario ha espletato l’80 per cento delle ore previste. La Regione revoca il beneficio se il soggetto in questione dovesse rifiutare un’offerta di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, da parte del centro regionale per l’impiego.
Il monitoraggio
La partecipazione al Programma - precisa la Giunta - «in nessun caso potrà configurarsi come rapporto di lavoro subordinato, né fa maturare diritti e aspettative». Sarà istituito un tavolo permanente per monitorare il programma e gli eventuali risultati raggiunti. A comporlo, direttori e dirigenti dei dipartimenti regionali coinvolti, sindacati, presidente Anci regionale e altri soggetti pubblici e privati coinvolti nell’attuazione del programma.

m.labanca@luedi.it

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