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Il Pd chiamato a un altro esame
Rinnovo della presidenza del Consiglio

Basilicata

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POTENZA - Braia ora “minaccia“ e affida ai socialnetwork il proprio disappunto. Intanto non c’è tempo per riflettere che i nodi arrivano tutti al pettine: nemmeno il tempo di assorbire il colpo che il Pd lucano deve subito decidere di nuovo. O almeno si spera. Perchè dopo il rinvio dell’Assemblea regionale di giovedì sera non c’è tempo per recuperare il fiato. Sempre aperta la querelle materana con una direzione cittadina che oggi rischia di finire in maniera drammatica, martedì tocca al rinnovo dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale. Quello ancora in carica è scaduto oltre anche i termini consentiti dalla proroga di 45 giorni. Martedì non dovrebbero esserci più scuse e rinvii che tengono. Ma il Pd che si presenterà martedì nell’aula del Consiglio rischia di essere un partito sull’orlo di una crisi di nervi. Ma nonostante questo non si può più sbagliare. Prima dell’elezione del nuovo presidente del Consiglio (o riconferma di Lacoraza) c’è da chiudere l’imbarazzante partita della riforma dell’Alsia. Imbarazzante perchè nonostante i proclami due settimane fa al momento dell’approvazione in aula sono mancati i numeri dal Pd e alla maggioranza per proseguire i lavori in maniera legale. Martedì si partirà dunque proprio dalle ultime batture della riforma dell’ente agricolo e poi sarà la volta di decidere chi votare a presidente dell’assemblea. L’Ufficio di presidenza è composto poi anche da due vicepresidenti e due segretari.
Ovviamente regna il caos. Tutto è ancora possivile.
Ma c’è dell’altro. Una tempesta sembra essere scoppiata anche all’interno dell’area renziana. Dopo la diserzione dell’Assemblea regionale da parte della corrente Antezza - che di fatto ha creato imbarazzo anche tra i pittelliani e i margiottiani - ieri Luca Braia sulla propria bacheca di Facebook è stato particolarmente attivo. In particolare ha scritto: «(...) Come mai... se “rompo” sono quello che “divide”, se provo ad unire sono quello che imballa?».
E ancora ha scritto l’ex assessore regionale con il tono di chi sta per cacciare il coniglio dal cilindro: «La verità è un’altra e a breve sarà pubblica». Quale? Difficile da prevedere. Avrà anche lui (successe con Benedetto subito dopo le elezioni regionale) un documento firmato? Ma intanto Braia che palesa se non altro “nervosismo” ha scritto ancora: «Tutti a dare lezioni di politica, salco poi andare dagli elettori e riscontrare consensi che non ti aspetti. Ma allora mi domando. Chi sbaglia? Chi trama e con quali obiettivi?». Non soddisfatto Braia aggiunge: «Umiliare la democrazia in nome della politica è un atto molto pericoloso perchè ne rappresenta la sua negazione».
Insomma è chiaro che Braia sia contrariato e i suoi “bersagli” sembrano essere Luongo, Margiotta e Pittella. Magari non in quest’ordine. Per la cronaca Braia ha poi aggiunto sempre sul web dopo alcune ore altre frasi tanto critiche quanto “criptiche”: «Vogliono farmi apparire quello che non sono , “contrattivista” e in cerca di poltrone. Non ho mai chiesto nulla a nessuno e mi sono conquistato tutto quello che ho sul campo. Centinaia di persone in Basilicata occupano poltrone senza neanche capire dove sono e senza dimostrare il minimo senso di responsabilità , spesso con risultati catastrofici senza pagare mai dei loro risultati (...)».
Insomma al netto delle dietrologie due cose saltano all’occhio: o Braia si sente messo in un angolo e cerca di uscire tuonando o è tutta “tattica” per alzare ancora il livello di tensione nel Pd. Ma serve realmente?

s.santoro@luedi.it

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