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Partito in coma e segretario regionale isolato
La vittoria ha disintegrato i democratici calabresi

Calabria

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CATANZARO – Il segretario regionale del Partito democratico, Ernesto Magorno, sembra quel tizio che, dopo aver vinto il primo premio alla lotteria, non trova il biglietto per incassare la vincita. Fuori di metafora, i democrat, dopo avere stravinto le elezioni regionali, si sono impallati. Magorno ha avuto la grande intuizione di capire, in tempi non sospetti, che Matteo Renzi avrebbe fatto strada. Ciò gli ha consentito una rapida carriera. 

Come evidenzia un servizio pubblicato sulle pagine odierne del Quotidiano cartaceo, da sindaco di Diamante è diventato prima deputato e poi segretario regionale. Ha portato il premier a Scalea, nel Reggino e poi a Cosenza. Ha cominciato ad allestire la Leopolda di Gioia Tauro, e altre iniziative similari. Ha vinto il congresso ma ha perso le primarie. L’unico enclave bersanian-cuperliano in Italia ha dato semaforo verde a Mario Oliverio che si è messo a dialogare con Guerini al punto da farlo percepire più renziano di Renzi. Nel frattempo, però, il partito è entrato in coma. 

Tutto questo mentre già nei giorni scorsi era emerso un clima ostile nei confronti di Magorno, con le correnti pronte a defenestrarlo, mentre l'ex ministro Maria Carmela Lanzetta chiedeva il conto per le ultime scelte compiute sia nel partito che nell'avvio della legislatura (LEGGI).

Le riunioni dell’assemblea e della direzione regionale sono slittate di settimana in settimana, di mese in mese. Ma il dominus politico era ed è il governatore, punto di riferimento di tutto e di tutti. Tuttavia, da qualche giorno a questa parte, anche il feeling di Oliverio con il Nazzareno e con Palazzo Chigi è sembrato appannarsi. I malumori carsici sono andati affiorando in tutta la loro crudezza. Prima il “caso Lanzetta-De Gaetano” e adesso la storia della commissariamento della sanità. Una partita che, nelle ultime ore, è sembrata dell’uno, Mario Oliverio, contro tutti i renziani.

Al netto di Magorno che ha ospitato Massimo D’Alema a Diamante come gesto di cortesia. E così facendo, inconsapevolmente, ha messo altra benzina sul fuoco. Ma i renziani invece di chiedere conto a Magorno lo pretendono da Oliverio. Ma il segretario regionale è impegnato su altri fronti. 

 

 

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