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Tortorelli: «Entro domani sera sciolgo la riserva
I fatti di queste ore non sono la prova di unità»

Basilicata

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MATERA - Saranno ore difficili, in cui decidere se l’impegno dei prossimi anni sarà dedicato a Matera.
Mutuando la riflessione “morettiana” («Continuiamo a farci del male»), si potrebbe comprendere la sua riflessione quando dice che si guarda intorno a vede solo «Accozzaglie dell’ultim’ora che sembra la questione più importante».
Per il presidente della Camera di Commercio Angelo Tortorelli è arrivato il momento di decidere, di sciogliere la riserva e accogliere come spiega: «L’invito di imprenditori, amici e sostenitori che mi chiedono da mesi di candidarmi alla carica di sindaco della città».
Ieri non è stata una domenica come le altre.
Il pranzo che riunisce una volta alla settimana tutta la famiglia (a cui si è unita anche la figlia che vive a Roma, ndr.), si è trasformato in una versione homemade di primarie. Davanti alla pasta al forno, la prole ha deciso: sì alla candidatura. E lui? «Non ho finito di mangiare».
Colore familiare a parte, il dubbio di Angelo Tortorelli resta ed è legato al clima difficile che la città sta vivendo in queste ore e che si ripercuote sulla scelta che Tortorelli dovrà compiere. «Sono combattuto. Ho bisogno di qualche ora ancora - dice, mentre chiarisce che il timore è quello che il popolo degli scontenti, di coloro che alle passate comunali non ha votato, possa aumentare.
«Non vorrei aggiungere altre divisioni a quelle che la città sta vivendo e che sono davvero brutte.
Credevo che la vittoria nella sfida a capitale europea della cultura nel 2019, consentisse a Matera di ritrovare un momento di sintesi, un comune denominatore, un cordone ombelicale.
Il mio elettorato fa parte nella stragrande maggioranza die casi, delle 10 mila persone che non hanno votato e quindi ho un dovere civico nei loro confronti.
Se la mia scelta vuol dire dare voce a loro, faccio un passo avanti e mi candido.
Se, invece, mi rendo conto che questo contribuisce a dividere la città, allora è meglio che resto a casa. In molti mi chiedono di impegnarmi, perchè non vogliono più assistere a ciò che sta accadendo».
Non detta condizioni per la sua candidatura, dice solo: «Nelle prossime ore deciderò, ma voglio solo capire se ne vale la pena. Non parlo di cifre, non mi interessa vincere o perdere, vorrei solo aggregare Matera. Il mio progetto servirà a questo? Prendere un pezzettino della città, sarebbe una sconfitta.
E’ accaduto già nel 2010, quando non vinse nè Adduce nè Tosto, ha perso solo la città. Cinque anni fa, forse, potevamo permettercelo.
Oggi no».
Il progetto, in realtà, è già pronto. «La squadra c’è - conferma - c’è un gruppo di persone che lavora in questo senso. La quantità, in questo momento è marginale. La proposta deve essere di qualità».

a.ciervo@luedi.it

 

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