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La scelta di Adduce
è una ferita per renziani e civatiani

Basilicata

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MATERA - «Non è una scelta sanabile, è un vulnus che resta e che non può essere superato con accomodamenti vari o giustificazioni postume». La frase che Vincenzo Viti ripete anche ieri mattina dopo una giornata di autentica passione segnala la rottura prodotta all’interno del Partito Democratico sabato pomeriggio.
Salvatore Adduce è il candidato sindaco del Pd e da questo non si torna indietro ma l’unità del Partito se prima era lontana oggi appare letteralmente impossibile. «Bisogna prendere atto che a Matera l’unità del partito non è raggiungibile in queste condizioni» ha aggiunto ancora lo stesso Viti con parole che rappresentano gli umori della componente renziana che ora dovrà decidere il da farsi ma che non pare intenzionata a sostenere Adduce. «Una scelta di forza invece di un percorso che avevamo richiesto e che non aveva posto ostacoli di carattere personale vanificando un percorso di condivisione» ripete Viti.
Ora ci vorrà qualche giorno, non moltissimi stando agli umori che si respirano nella componente renziana e in quella civatiana, per decidere il da farsi. Non si esclude alcuna ipotesi nemmeno quella di un proprio candidato anche se al momento non ci sono in campo opzioni e valutazioni in atto. Molto più facile che questo percorso e questa spaccatura di sabato facilitino il percorso di altri concorrenti in atto a partire da Raffaello De Ruggieri che aveva avuto pubbliche parole di apprezzamento da Enzo Santochirico e che risulta profilo di assoluto spessore per continuare poi con Angelo Tortorelli la cui discesa in campo potrebbe anche essere facilitata da questa condizione interna al Pd. Insomma la strada, anche per Tortorelli verso una candidatura appare decisamente spianata. In un senso o nell’altro renziani e civatiani si muoveranno provando a salvaguardare una unità di fondo ma comunque ormai liberi da uno schema partitico che ha fatto una strada diversa da quella che avevano suggerito ed auspicato.
Le altre questioni interne al Pd e che possono andare magari a mettere in discussione la gestione cittadina del Pd sembrano a questo punto passare in secondo piano per gli stessi renziani e civatiani perchè oramai la scelta è stata fatta ed indietro diventa difficile tornare. La disponibilità ad un comitato paritetico che guida il partito alle elezioni sembra una disponibilità fuori contesto perchè la decisione che si voleva prendere pariteticamente è già stata presa.
E l’altra questione da capire riguarda adesso il centrosinistra, Muscaridola ha avuto mandato dalla direzione a trattare con gli altri partiti ma incertezze e divisioni all’interno di questi non mancano. Il Centro Democratico sembra deciso ad andare avanti con l’ipotesi Benedetto, la Sel sembra combattuta e chiede garanzie politiche che al momento non sembrano intraversi nel bailamme del Pd e anche i Socialisti con accenti diversi potrebbero risentire di questi problemi. Insomma anche costruire una coalizione attorno ad Adduce diventare, con questa divisione, un lavoro molto più delicato e complesso da fare.
In tutto questo la debàcle complessiva del Partito Democratico che non riesce a rinnovare i suoi organismi regionali, ha problemi a trovare una quadratura politica sulla nuova giunta regionale e si spacca letteralmente a Matera nella candidatura del sindaco. Con le indicazioni del segretario regionale di un aggiornamento di 24 ore bypassate dalla direzione cittadina del Pd che ha scelto Adduce come candidato sindaco.
«Sono solidale con Luongo vittima di una situazione kafkiana» commenta Viti. Il segno del capovolgimento di fronte interno al Pd.
La conferma del caos che regna e prevale in un partito senza equilibri.

p.quarto@luedi.it

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