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#matera2015, Muscaridola contrattacca
«Stava crescendo la giovane classe dirigente»

Basilicata

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MATERA - Le sue dimissioni sono, ancora oggi, a decisione presa, uno dei temi di maggiore attualità del dibattito politico all’interno del centrosinistra e animano scuole di pensiero e letture politiche di diverso significato.

L’ex segretario cittadino del Pd, Cosimo Muscaridola, però non ci sta a passare per il piccolo dittatore del circolo cittadino e chiarisce subito che prima delle dimissioni, la sua attività era concentrata anche sulla crescita della nuova classe dirigente, quella giovane che pure è presente all’interno del Partito democratico.
«Sono stato accusato di gestione verticistica del partito; nel circolo l’età media è di circa 30 anni e io stavo lavorando proprio con loro quando ho dato le dimissioni, decisione che comunque avrei preso».

Sa bene che il momento, per Matera, è tra i più delicati, in un equilibrio tenue fra la scelta del sindaco che guiderà la città fino al 2020 e l’attacco frontale al Dossier e al gruppo politico istituzionale che ha condotto la città alla vittoria il 17 ottobre scorso.
«Quella dei materani è una comunità preparata, saprà scegliere - dice, mentre affonda spiegando - Ammettiamo che le primarie del Movimento Matera 2020 vengano vinte da un ragazzo come Massimiliano Amenta.

Con i problemi che la città di Matera ha, pur con il massimo rispetto per il suo impegno e la sua preparazione, non è di questo che si ha bisogno.
Serve una personalità forte politicamente e culturalmente».
E il pensiero corre a Raffaello De Ruggieri di cui Muscaridola non comprende l’attacco ad Adduce e la critica al Dossier di Matera 2019.
«Rimetterlo in discussione - dice ancora - cambiarlo, vuol dire rimettere in discussione la designazione stessa. La Fondazione così come era stata progettata, era nata basandosi su quel lavoro. Non capisco, poi, se dobbiamo discutere del destino della Basilicata, del Mezzogiorno, della città, o di quello personale di ognuno di noi?». 

E sul paradosso di queste settimane (secondo cui il tema che aveva unito, ovvero la corsa a Capitale europea della Cultura, è oggi lo stesso che divide in campagna elettorale, ndr.), l’ex segretario cittadino del Pd aggiunge: «L’unico elemento di unione, oggi, invece, dovrebbe essere proprio questo, un progetto di sviluppo culturale».

E sulla distinzione fra Fondazione e sindaco di Matera, altro tema caldo del dibattito di queste ore (e richiesta imprescindibile dei renziani, oltre alla sua testa, ndr) chiarisce: «Le cariche si possono dividere, ma che nessuno pensi che la presidenza debba essere data a qualcuno di turno. Ironie di qualcuno a parte, quel ruolo deve andare a una persona capace. Se servisse sarei d’accordo con la proposta di Acito, che chiede che il Governo Renzi nomini un commissario ad acta. Dobbiamo guardare agli interessi della città, non a sistemare gli amici. Su Matera 2019 si sta scatenando una guerriglia urbana per occupare postazioni».

E sul sindaco uscente e ricandidato, Cosimo Muscaridola elenca le doti positive di questa esperienza e difende a spada tratta la scelta di presentare di nuovo alla guida della città Salvatore Adduce: «Questo sindaco ha governato la città con un consiglio comunale e una maggioranza sfilacciata e Dio solo sa come siamo arrivati alla fine di questa amministrazione».

La giunta Adduce avrebbe potuto fare di più e meglio?

«Prendiamo in considerazione alcuni esempi: nessuno era mai riuscito a trasferire il mercato del sabato; questa amministrazione lo sta facendo anche con battaglie in consiglio comunale e i grillini che protestano a sostegno degli ambulanti e di qualche frangia dell’opposizione che non voleva lo spostamento. Nei Sassi è intervenuta per una regolamentazione, nonostante gli attacchi di alcuni abitanti».

Le dimissioni hanno cambiato qualcosa nel suo impegno politico?

«A differenza di qualche altro, non sto nel Pd solo per incarichi. La mia provenienza nasce con il Pc, poi con il Pds e il Pd. Non ho mai chiesto nè avuto niente - aggiunge per dire a nuora perchè suocera intenda - lo faccio per passione e continuerò a dare il mio contributo all’interno del Partito democratico per far sì che la nuova classe dirigente emerga». 

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