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«Riduciamo gli emolumenti»
La proposta della lista civica “Per la città”

Basilicata

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POTENZA - La prima cosa da mettere in chiaro è che non ci stanno all’adagio dell’emolumento ingiusto. Essere amministratori, soprattutto in una città come Potenza, in un Comune complicato e in una realtà dal disagio crescente, è difficile. Costa tempo e fatica, a farlo con dedizione.
«Ma fare gli amministratori significa anche essere esempio, e nel momento più difficile della città proporre un taglio alle spese della politica è un atto dovuto».
Il principio della proposta di deliberazione lanciata dalla lista civica Per la Città, e presentata ieri a Potenza, è la solidarietà: se tra tagli e dissesto i cittadini sono costretti a sacrifici, tocca farli anche nei ruoli di sindaco, giunta e amministratori.
La proposta “essere esempio” è stata depositata dal consigliere della lista, Antonio Vigilante, che ha raccolto l’adesione e le firme anche dei colleghi Franco Morlino (PpI) e Alessandro Galella (FdI). Una certificazione della «collaborazione positiva» tra queste sigle, e il superamento delle polemiche che avevano accompagnato (e diviso) le ore immediatamente successive alla firma da parte di Morlino del documento dei 24, quello di sostegno a De Luca condiviso dai consiglieri del centrosinistra. «Morlino è un bravo collega, non ci interessano guerre di posizionamenti, solo ragionare su cosa fare per rendere efficiente l’amministrazione».
Ecco, allora, le proposte di riduzione degli emolumenti e di una nuova organizzazione delle commissioni consiliari. Una seduta a settimana per commissione, così da risparmiare circa 275 mila euro all’anno. La riduzione del 50 per cento delle indennità di sindaco, giunta e presidente del consiglio produrrebbe, invece, un risparmio di circa 90 mila euro annuali. Il risparmio complessivo (366 mila euro), volendo fare un paragone, equivale «a salvare 20 unità di personale».
La riduzione del rimborso per gli amministratori - già tra i più bassi d’Italia, va detto - entrerebbe in vigore dal 2016, sommandosi al taglio del 30 per cento, già previsto per questo anno a causa dello sforamento del patto di stabilità.
A discutere della proposta c’erano i due coordinatori della lista, Giovanni Buoncristiano e Mariangela Riviezzi, e uno dei dirigenti della sigla, Francesca Messina. La conferenza stampa ieri è stata l’occasione per fare il punto anche sul timing a cui è legata la strada in salita della città.
Entro il 29 aprile, novanta giorni dopo la nomina della commissione liquidatrice, il consiglio comunale e la giunta dovranno approvare un bilancio riequilibrato. Il pareggio del conto economico dovrà così superare il disavanzo ereditato dal bilancio precedente. Al momento della dichiarazione di dissesto (il 20 novembre scorso) era tarato in 24 milioni di euro. Per il 2015 il bilancio di previsione dovrà recuperare questo segno negativo, maggiorato di una quota parte del disavanzo 2013 (pari a 8 milioni di euro). Tra tagli e nuove previsioni di entrate sulle imposte, gli uffici comunali hanno stimato che la cifra ancora scoperta per raggiungere il pareggio sia di circa 12 milioni di euro.
«Spetterà alla commissione liquidatrice - ha spiegato Messina - dare un giudizio al nuovo bilancio entro i successivi 4 mesi. In caso di parere negativo, l’ente avrà ulteriori 45 giorni per riformulare la proposta economica. Un nuovo parere negativo porterebbe allo scioglimento del consiglio comunale».
La proposta di riorganizzazione delle commissioni consiliari «serve a dare il necessario segnale di sobrietà», ha spiegato allora Riviezzi.
«Al di là dell’utile risparmio, con questa proposta - ha aggiunto Vigilante - vogliamo provare a recuperare la fiducia del cittadino».
Sanno di non chiedere una rinuncia semplice, soprattutto per la consapevolezza che le indennità potentine sono minime e che ogni amministratore già rinuncia al proprio lavoro. «Ma spero che tutti accolgano, spero in un’approvazione unanime. Per una proposta simile non c’è colore politico, ma solo responsabilità».

s.lorusso@luedi.it

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