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Scura commissario alla Sanità, Oliverio contro il Governo
«Sono il presidente della Regione, nessuno mi ha ascoltato»

Calabria

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COSENZA - Sono volate parole grosse ieri durante il Consiglio dei Ministri che ha portato alla nomina di Massimo Scura (LEGGI il profilo) a commissario per la Sanità in Calabria (con conferma di Andrea Urbani nel ruolo di sub commissario). Oliverio era presente durante il Cdm e si è dovuto arrendere, ma senza rimanere in silenzio. E infatti l'ira del presidente non ha risparmiato neanche il Governo. L'unico luogo dove in queste settimane gli è stato consentito di confrontarsi e i toni non sono stati per nulla pacati. Anzi, la sua voce è echeggiata anche fuori della stanza delle riunioni.

«Ancora non riesco a capire cosa impedisca la mia nomina a commissario della sanità», ha detto riservandosi un affondo per il partito, il Pd, con il segretario-premier in sala e i sottosegretari Delrio e Lotti ad ascoltare: «In questi giorni nessuno mi ha chiamato per confrontarsi con me, sono il presidente della Regione con un mandato diretto dei calabresi e mi avete lasciato solo per mesi davanti a problemi gravi per la Calabria». Oliverio ha alzando i toni (come fa anche spesso in consiglio regionale) tra l'incredulità dei ministri presenti («questa non è la sede di partito», ha mormorato qualcuno).

Oliverio ha ripercorso la vicenda evidenziando le inadempienze perché doveva essere nominato la vigilia di Natale e poi, forse surrettiziamente, per impedire la nomina e trascinarla nel 2015 quando, secondo il Patto della Salute, le sarebbe stata preclusa dalla legge.

Insomma per Oliverio si è trattato di uno sgarbo istituzionale e prepara la battaglia legale.

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