Salta al contenuto principale

#matera2015, il Pd ancora non trova pace
Santochirico: «Primarie, si può per l’unità del Pd»

Basilicata

Tempo di lettura: 
4 minuti 30 secondi

MATERA - «Fare un bagno di umiltà e di realismo, arrestare la frammentazione e tenere tutti nel recinto del Pd e del centrosinistra. Ma per farlo servono le primarie che con lo spostamento della data elettorale al 31 di maggio sono ancora possibili».

A rilanciare la possibilità di fare le primarie per salvaguardare l’unità, ad oggi ancora lontana, nel partito Democratico ed ancor più nel centrosinistra è Enzo Santochirico che dopo il suo intervento del 3 marzo scorso aggiunge: «il tempo che era scaduto grazie a questo spostamento di date torna ad essere un alleato e ci dà lo spazio per scegliere ancora le primarie.
Oggi però dopo gli ultimi fatti sono allarmato e convinto che questa scelta sia più che mai necessaria.

Nel giro di dieci giorni c’è stata un’accelerazione unilaterlae nella direzione del Pd di sabato scorso che ha spaccato il partito con personalità e aree che hanno dichiarato espressamente di essere libere di scegliere.

Contemporaneamente spuntano due candidature come Benedetto e Tortorelli che considero di aree di centrosinistra e c’è un forte fermento nella coalizione con un effetto di frammentazione che porta forze diverse da Idv a Sel, ai Socialisti a meditare una scelta diversa che vada da una coalizione di sinistra che affermi i valori della sinistra ad una scelta civica legata ad una personalità di indubbio valore. La frammentazione non solo del Pd» continua ancora Santochirico, «la fa decisamente da padrona e non basta un tentativo di rassicurazione arrivato in questi giorni per provare a ricomporre con altri incarichi l’unità del partito Democratico perchè questo finisce per scontentare all’interno del Pd e indispettire il centrosinistra».
Santochirico non si arrende all’idea che si possa andare in una direzione già definita ma che lascia molto scetticismo attorno. «Non mi posso rassegnare a questa deriva, a una dispersione che ci penalizza e noi siamo il perno del governo di questa città.

E’ per questo che oggi voglio rilanciare l’idea delle primarie che il voto del 31 maggio rende possibili.

L’idea è semplice: definire un perimetro del centrosinistra e del Pd attraverso le primarie. Chiunque decida di accettare si impegnerà ad appoggiare il vincitore, garantendo così una coalizione coesa.
E’ chiaro che per far questo è necessario anteporre la centralità del Pd e del centrosinistra ad ogni altra cosa, occorre un bagno di umiltà e di realismo».

Quanto poi al confronto in corso che potrebbe portare ad un accordo sul nome di Adduce uscito dalla direzione cittadina e sulla scissione della carica di sindaco da quella di presidente della Fondazione, oltre al commissariamento di tutto il coordinamento cittadino Santochirico aggiunge: «è un’ipotesi su cui si è lavorato molto ancor prima della direzione di sabato 7 marzo, a distanza di una settimana mi sembra che quel tentativo sia fallito e ci sia un’ulteriore divaricazione e un moltiplicarsi di candidature che crea frammentazione e spazio politico nel quale collocarsi».
Poi un vero e proprio appello: «io auspico un sussulto di intelligenze tenendo tutti dove vogliono stare e cioè nel Pd e nel centrosinistra».

Sulle alternative Santochirico è più prudente ma non cambia idea e spiega: «al momento non voglio scegliere alternative», poi aggiunge: «è chiaro però che ci possono essere una serie di scelte possibili e sul campo che vanno da un polo di sinistra a cui appoggiarsi a convergenze con personalità di riconosciuta autonomia e apprezzato spessore. Ma si tratta di strade che mi auguro non si sia costretti a dover percorrere».

Infine anche un commento al paradosso che si vive in queste settimane dove un movimento civico e popolare come il Comitato 2020 sta lavorando per le proprie primarie mentre il Partito Democratico che ha fatto delle primarie una bandiera di autonomia e democraticità rischia di spaccarsi proprio attorno ad esse.
«Le primarie avrebbero proprio l’obiettivo di unire la città, di togliere magari anche una serie di competitor che si ritroverebbero attorno ad una sola figura. Certo è un paradosso che il partito che si è dato le primarie come metodo, che (come ha ripetuto Roberto Speranza) “ha le primarie nel Dna”, che le ha fatte con Bersani anche quando magari non era del tutto necessario oggi non le fa e invece le sceglie come metodo un movimento civico. E’ una cosa che dovrebbe essere valutata e al contempo far riflettere.
Oggi il Pd deve evitare la frammentazione, una divisione quella nel centrosinistra che crea spazi politici nei quali in tanti cercano di inserirsi».
Infine i tempi per sciogliere i dubbi e prendere una decisione definitiva che comunque dovranno essere rapidi soprattutto se davvero l’opzione primarie è ancora in piedi come sostiene Santochirico.
«La decisione va presa nel giro di pochi giorni, ci vuole generosità da parte di tutte le personalità del Pd se si vuole che il Pd e il centrosinistra affrontino direttamente la sfida del 2019. Il rischio di una sconfitta? Ad oggi se si resta sulla strada attuale è un un rischio altissimo che ci porterebbe a non governare una fase cruciale per il futuro della città».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?