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Petrolio, accordo Mise-Regione
Ecco dove si investirà e come

Basilicata

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Per Pittella l’accordo firmato due giorni fa con il sottosegretario Vicari, da ratificare giovedì prossimo direttamente al ministero dello Sviluppo Economico è la prova che lo Sblocca Italia non doveva essere impugnato.

Il famoso 3% delle royalties era sul tavolo della Regione Basilicata da diversi mesi, lo dimostra la lunga trattativa per ottenere qualcosa in più dalla produzione petrolifera lucana soprattutto in un momento non proprio florido per le compagnie visto il prezzo del petrolio. Situazione che, ovviamente, si ripercuoterà anche su quanto verrà elargito nei prossimi anni alla Basilicata da Eni e Total.

Tornando all’accordo: sappiamo che i fondi 2013 e 2014 e le risorse selezionate per biennio saranno suddivise per applicare misure di sviluppo economico a favore dei sistemi di impresa, delle piccole e medie imprese, artigiani, commercianti e autoimprenditorialità, sostegno al reddito, potenziamento dei servizi alle comunità locali, occupazione stabile e progetti di utilità sociale. E poi c’è la questione della sicurezza ambientale, che dovrebbe tradursi in un monitoraggio diretto dei territori interessati dagli impianti.

Per fare questo dovrebbe costituirsi un gruppo di lavoro tecnico-scientifico, all’interno della Commissione per gli idrocarburi e le risorse minerarie (Cirm), con il compito di valutare i parametri di esercizio degli impianti di produzione degli idrocarburi in Basilicata per conoscere dettagliatamente ogni elemento che possa impattare sulla salute dei cittadini.
Questo in termini generali, ma come si tradurrà la cosa? In attesa che l’accordo venga definitivamente siglato giovedì al ministero si può entrare nel dettaglio di quello che potrebbe essere definito il nuovo corso sull’utilizzo delle risorse derivanti dal petrolio.

IL FONDO - Le annualità di riferimento, abbiamo detto, sono quelle del 2013 e del 2014. In media si tratta di 75 milioni di euro per del 2013 e 55 milioni del 2014. Questi 130 milioni dovranno essere utilizzati su più voci di investimento, cercando soprattutto di diminuire la spesa corrente della Regione su settori strategici. Almeno questo è il piano di Pittella, che ha dato qualche anticipazione dell’accordo due giorni fa a Calvello.

CARD BENZINA - Primo appunto, quello più noto. Addio alla card benzina. La carta carburanti destinata ad ogni residente lucano scomparirà a favore della cosiddetta “social card”. Questa sarà una classica carta prepagata che sarà riempita di euro a seconda del reddito del possessore. E’ uno strumento che dovrebbe cercare di frenare l’emergenza povertà in Basilicata e sarà distribuita per fasce di reddito. Non sarà quindi una carta utile soltanto a fare benzina, ma potrà essere utilizzata per diverse spese. Secondo quanto sottoscritto nell’accordo sui fondi 2013 e 2014 sarà utilizzato il 20%.

LAVORO E REDDITO MINIMO - L’80%, circa 104 milioni di quel fondo dovranno essere utilizzati per «politiche attive del lavoro». E ulteriori 50 milioni saranno investiti per un primo tentativo di reddito minimo di cittadinanza. Sarebbe la prima volta in Italia che una Regione attua una politica di questo tipo. Dunque, da una parte la social card, dall’altra il reddito minimo. Queste le prime manovre di Pittella per frenare povertà e disagio sociale. Per quanto riguarda Copes e mobilità in deroga si sta pensando a preparare dei bandi assieme ai Comuni per il reinserimento lavorativo o l’accompagnamento alla pensione come nel caso di molti lavoratori in mobilità a pochissimi anni dal pensionamento.
Diversa la questione lavoro: le idee sarebbero tante ma a quanto pare una quota consistente sarà destinata ai bonus sulle assunzioni, riducendo così la spesa sulle aziende ma è ancora il capitolo più fumoso.

AMBIENTE ED ENERGIA – Argomento tra i più delicati. A quanto pare tra gli investimenti ci sarebbe uno studio epidemiologico attraverso la costituzione di una fondazione di ricerca in medicina. In più c’è la riconversione del polo di Villa d’Agri in centro di medicina ambientale. Ma il punto principale è l’osservatorio ambientale Val d’Agri. Pittella a Calvello lo ha detto chiaramente: «non è servito a molto». Per questo l’obiettivo del governatore è quello di riconvertirlo in una fondazione al servizio della Regione. C’è poi il piano di potenziamento dell’Arpab con l’acquisto di strumentazioni adatte allo screening delle aree petrolifere. Cifra stimata per quest’ultimo punto: 20 milioni di euro.

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