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«Troppi hanno sperato che fallissi»
Pittella spiega la partita del petrolio

Basilicata

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POTENZA - Come fa da settimane, ogni volta che il dibattito pubblico si poggia sul tema del petrolio, Marcello Pittella prova a mettere i suoi punti fermi, ripetendo «finchè necessario» condizioni e dati, almeno quelli noti. È la sua operazione verità, quella che lo ha portato in giro per le scuole, a dialogare con le associazioni, nella platea dei sindaci, tra i giornalisti.
Ieri, in un incontro dedicato al giornalismo ambientale a Pignola, si è trovato di nuovo a rispondere su estrazioni e territorio. Un question time che ha spaziato tra timori della popolazione, turismo, salute, relazione con lo Stato, credibilità delle agenzie regionali.
Alcuni degli spunti li aveva già resi pubblici. Come la relazione mantenuta con i sindaci a propositi dell’articolo 38 dello Sblocca Italia: «Non ho chiesto a nessun amministratore di evitare di impugnare. So perfettamente che cosa significa essere frontiera del territorio, so che molti di loro non avrebbero potuto fronteggiare la situazione». Si sarebbero trovati stretti tra politica e comunità.
Lo ripete mentre l’opposizione non smette di battagliare sulla portata dello Sblocca Italia per la Basilicata. «Il presidente Pittella - scriveva ieri Gianni Rosa (FdI) in una nota - dovrebbe spiegare, con le nuove norme che trasferiscono la competenza sulle autorizzazioni petrolifere al Governo, quali “mani libere” e quale “autorevolezza” utilizzerà per bloccare le estrazioni».
Rosa contesta a Pittella i toni tionfalistici con cui ha salutato l’accordo con il Mise - siglato in Regione giovedì scorso, alla presenza del sottosegreatrio Simona Vicari.
L’intesa definisce la spesa della quota di royalty locale, destinata ora a social card e investimenti per lo sviluppo. Circa 50 milioni di euro dovrebbero servire al reddito di inserimento.
«Nonostante si tenti di “indorare la pillola” - aggiunge Rosa - con lo Sblocca Italia le Regioni hanno perso qualsiasi autonomia, le interpretazioni sulla legge rispetto alla “normativa previgente” sono dirimenti. Regioni e gli Enti locali sono stati spodestati da qualsiasi decisione, tutto è incentrato nelle mani del Governo nazionale».
Agli attacchi il presidente replica spiegando di non essere «più disposto a sottostare a campagne non veritiere». Lo ha detto ancora ieri: «Sulla questione petrolio c’è un attacco sistematico». Si domanda che cosa ci sia dietro, proverà a capirne gli interessi.
Vale in modo trasversale, un atteggiamento che - sembra di capire - deve averlo colpito anche tra gli alleati. «Non tutti abbiamo remato dalla stessa parte nella questione petrolio, qualcuno ha sperato che fallissi, sebbene quella fosse la partita della vita per la Basilicata».
Da parte di Rosa, ancora una denuncia: «Ai lucani dovrebbe spiegare come si concilia la strategia energetica nazionale con le sue dichiarazioni sullo stop alle trivelle». E Pittella? Resta fermo sul punto: «Nessun nuovo pozzo, se non quello degli accordi».

sa.lo.

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