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Reddito minimo per i senza lavoro: «Fate presto»
Il grido d’aiuto del comitato dei disoccupati

Basilicata

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POTENZA - C’è grande attesa per quella è considerata la misura anticrisi più importante che la Regione Basilicata si appresta a varare: il reddito minimo d’inserimento. Il programma approvato nelle settimane scorse dalla Giunta regionale, è approdato ieri in quarta commissione consiliare (Politiche per la persona), dove è iniziata l’analisi del provvedimento. E proprio dalla prima seduta di approfondimento è arrivato l’appello del comitato intercomunale di disoccupati e lavoratori ex mobilità in deroga, rappresentato ieri da Vincenzo Gruosso: «Velocizzate le procedure di approvazione delle misure messe in campo a favore dell’occupazione, per permetterci di vivere dignitosamente». Una vera e propria richiesta di aiuto, lanciata da coloro che dovrebbero essere tra i primi beneficiari della misura.
Il progetto, così come licenziato dall’esecutivo regionale, prevede, infatti, un sostegno economico di circa 450 euro al mese per i residenti in Basilicata, tra i soggetti particolarmente svantaggiati, esclusi dagli ammortizzatori sociali, disoccupati e inoccupati di lunga durata, e o in generale tutti coloro a rischio esclusione sociale. Tramite il coinvolgimento in progetti di pubblica utilità o di inserimento lavorativo. Intanto, per questa mattina, su questo argomento, Cgil, Cisl e Uil - che hanno battuto molto in questi anni per l’introduzione del reddito minimo - hanno convocato una conferenza stampa unitaria, in programma per le 10 e 30, nella sede della Cgil di via del Gallitello, con l’intervento dei tre segretari Genovesi, Falotico e Vaccaro.
Nel frattempo, ieri, nella seduta di commissione presieduta dal consigliere Luigi Bradascio, è stata raccolta la voce dei lavoratori senza occupazione e senza ammortizzatori sociali. «La situazione è sempre più grave. Non chiediamo altro che poter tornare a lavorare, anche attraverso attività di pubblica utilità, purché si preveda il versamento dei contributi. Non ci si può permettere di perdere tanti anni di contribuzione».
E’ stato inoltre chiesto che, rispetto al progetto varato dalla Giunta, i beneficiari non siano suddivisi in due categorie diverse ma che si stabiliscano requisiti uguali per tutti. Ancora, di ridurre il range di età degli aventi diritto tra 30 e 65 anni (anziché tra 18 e 65 anni). E che, per il calcolo Isee, si faccia riferimento al nucleo familiare di appartenenza del richiedente alla data di pubblicazione dell’avviso pubblico.
Oltre al progetto licenziato dall’escutivo, esistono altre tre proposte di legge relative al reddito minimo. Ed è per questo che il presidente Bradascio, d’intesa con i commissari, ha deciso di programmare per la prossima riunione l’audizione dell’assessore al ramo, Raffaele Liberali, e della dirigente dell’ufficio Politiche del lavoro, Maria Rosaria Sabia. In modo da - ha assicurato il presidente - «da ascoltare le decisioni del Governo in prima battuta e stabilire tempi più serrati per l’esame delle proposte di legge, così da giungere nel più breve tempo possibile alla definizione di un testo organico».

 

marlab

m.labanca@luedi.it

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