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Intervista al senatore Tito Di Maggio
«Io sono per cambiare»

Basilicata

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MATERA - «Io sto con Matera 2020, ne sono uno dei fondatori. Credo sia giunto il momento di rompere questo modo perverso di fare politica che da anni attanaglia questa città e questa Regione». Tito Di Maggio non lascia spazio ad interpretazioni, la sua è una scelta di campo in piena regola, lontana dal Pd, dal centrosinistra, dai cosiddetti centri di potere regionale.
«Ho visto cose che confermano che la gestione del Pd sul territorio è riconducibile al familismo amorale, il problema è che in questi anni in Basilicata e a Matera (se escludo i due anni di Amministrazione Buccico) è prevalsa una concezione per cui i cittadini e il territorio sono secondari rispetto alle logiche di potere interne ai quadri dirigenti del Pd. Non ci dicono cose fare dal 2015 al 2020 ma ragionano se Adduce può fare l’assessore regionale piuttosto che il sindaco o se Braia può andare a fare l’assessore per sostenere una certa candidatura a sindaco. Di questo si parla». Una situazione quella del centrosinistra che mostra davvero una frammentazione del quadro politico generale con tanti candidati già in campo ed altri che potrebbero scendere presto: «il quadro polverizzato di cui parliamo mi conferma solo che viene riconosciuto dai partiti il fallimento di chi ha amministrato la città in questi anni.
Del resto la frammentazione è nel centrosinistra, Benedetto è nel centrosinistra, Stella ha fatto presidente della Provincia di Matera di giunta di centrosinistra. Tortorelli? Quando vedo che la società civile scende in campo è un buon segnale, guardo con interesse alla candidatura di Tortorelli, lo conosco come uomo di grande sensibilità istituzionale e sono convinto che ben presto provvederà ad allontanarsi dal suo ruolo di presidente della Camera di Commercio. E’ troppo sensibile per non farlo».
Ciò che manca in questa competizione elettorale sembra essere il centrodestra che rimane nella pancia delle civiche ma Di Maggio chiarisce: «Matera 2020 è il centrodestra, noi siamo lì perchè quella è l’alternativa al centrosinistra e noi siamo l’alternativa al centrosinistra. E’ chiaro però che si tratta di una coalizione aperta in cui chiunque, al di là delle appartenenze, voglia esprimere un’alternativa potrà partecipare a quest’avventura.
I Popolari per l’Italia ci saranno, saremo presenti con una nostra lista per appoggiare Matera 2020». Di Maggio non svela il suo candidato per le primarie ma spiega: «io mi impegnerò per votare e far votare tanti cittadini in queste primarie, credo ci siano tante ottime figure che esprimono il tessuto sociale di una città che non ha rinunciato alla sfida.
Intelligenze diverse che sono una lampadina accesa sulla città. Matera stavolta può scegliere davvero il suo candidato mentre a Roma Renzi riduce gli spazi di democrazia noi qui ci impegniamo affinchè le nostre prerogative non ci vengano sottratte».
Non può mancare una battuta su Matera 2019, la sfida per il futuro e il centro della campagna elettorale e non solo. Di Maggio chiarisce alcuni concetti: «Io non confondo Matera 2019 e il suo risultato come il vessillo di un’Amministrazione, io credo che sia un risultato della città a cui ognuno a contribuito a suo modo. Tutti abbiamo fatto la nostra parte. Anche io posso ricordare che fu la giunta Buccico, della quale facevo parte ad impegnarsi per prima sulla strada del 2019 o che sono stati fatti grandi sforzi e il massimo impegno anche a livello parlamentare. Ma credo che questo sia un risultato di tutti». Poi anche una battuta sul dossier. Si corre il rischio che venga stravolto? Che ci sia la voglia di cambiare tutto? «Io credo che Matera 2019 sia un’occasione irripetibile per far uscire la città da una crisi che la attanaglia sin dal 2007 quando il polo del salotto è andato in crisi. Ora faccio una considerazione da imprenditore e dico che le risorse se bene utilizzate possono essere il volano per lo sviluppo e la crescita di questo territorio. Siccome conosco chi ha amministrato questa regione e i risultati ottenuti in questo senso ed allora farò di tutto perchè le occasioni e le risorse di Matera 2019 siano meglio amministrate.
Poi c’è un dossier e su quella base ragioneremo ma sappiamo che dopo l’Expo 2015 la principale vetrina europea per l’Italia sarà Matera 2019. L’impegno deve andare in questa direzione».
Tra le priorità che Di Maggio indica per il futuro di Matera «c’è la sdemanializzazione dei Sassi, avevo già presentato un emendamento al milleproroghe che è stato bocciato ma non mi arrendo. Può permettere all’Amministrazione di avere titolarità di un patrimonio, definire dove impegnare la tutela pubblica e dove intervenire con opere di recupero attraverso la cessione a privati per far concorrere il pubblico con il privato. Questo permetterebbe di rendere vivibili e adeguati i Sassi e di recuperare magari anche delle risorse per quegli interventi di infrastrutturazione degli antichi rioni che sono quantomai necessari. In modo da rendere questo gioiello che abbiamo a disposizione pienamente fruibile a tutti coloro che arriveranno».
L’ultima battuta è con un occhio al passato. Alla vittoria di Potenza, all’orgoglio di Di Maggio “De Luca aderisce ai Popolari per l’Italia”. Ma proprio a Potenza tra tante questioni ed emergenze si sono trovati a dover governare anche l’anatra zoppa cioè il sindaco non ha una propria maggioranza in Consiglio.
«Un rischio che a Matera non vedo. L’unica cosa zoppa che vedo a Matera è solamente il Pd, non ho dubbi e comunque vada qui a Matera ci sarà un vincitore con una sua maggioranza».

p.quarto@luedi.it

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