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Il Pd pronto per l'accordo
Si vota per chiudere definitivamente la querelle

Basilicata

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PRENDE forma lo schema di accordo attorno alla candidatura di Salvatore Adduce a sindaco di Matera. Qualche forzatura di ordine procedurale per arrivare a quella che dovrebbe essere un’ampia convergenza, da capire e da vedere ancora quanto ampia ma sicuramente che dovrebbe consentire di arrivare ad un risultato largamente condiviso nel partito.
Nei prossimi giorni ci sarà una nuova Direzione cittadina del partito a Matera che affronterà (a meno di clamorosi a questo punto, colpi di scena), senza defezioni stavolta, le questioni Adduce candidato sindaco e primarie. In quella sede i voti espressi rappresenteranno la volontà maggioritaria dell’Assemblea che dovrebbe dare il via libera alla candidatura del sindaco uscente e bloccare l’idea delle primarie.
In pratica si è scelto il metodo: si vota sia sul nome di Adduce e sia sul metodo delle primarie. Magari non in quest’ordine e comunque varrà un voto in più.
Ovviamente sembra più che altro un modo plastico per far uscire il nome di Adduce a maggioranza (magari anche molto ampia) e bocciare definitivamente - ma attraverso un metodo democratico - l’utilizzo delle primarie per la scelta del primo cittadino.
Non c’è solo questo però. Contemporaneamente sul piatto vi saranno anche il coordinamento condiviso del partito che si occuperà di gestire la fase elettorale, di colloquiare con il centrosinistra e di definire la lista del Partito democratico. Contestualmente verrà ufficializzata anche la decisione di separare la carica di sindaco della città da quella di presidente della Fondazione Matera - Basilicata 2019. Queste ultime due questioni sono le richieste avanzate espressamente nel documento presentato dai renziani. In questo contesto ampio dovrebbe essere lo schieramento che arriverebbe a dare il proprio sì, non solo l’area maggioritaria che già si è espressa sabato 7 marzo ma anche l’area antezziana (rassicurata dalle parole di Pittella e certamente la più vicina ad un accordo) e proprio i pittelliani che verrebbero soddisfatti la richiesta sulla Fondazione che per primo proprio Giammetta aveva avanzato.
Tutto questo è stato il frutto di mediazioni portate avanti da Luongo e Pittella in tutta la scorsa settimane con la definizione ufficiale avvenuta ieri a Potenza in un incontro che nelle intenzioni dei big doveva restare segreto.
Chiusa (almeno virtualmente) la vicenda Adduce resta ancora da capire in questo contesto la scelta di Vincenzo Viti molto scettico sul percorso adottato per arrivare ad Adduce ed ancora convinto dell’opportunità di arrivare alle primarie. Difficile invece pensare che la spaccatura non diventi realtà con Enzo Santochirico che aveva indicato una strada diversa proprio attraverso questo giornale qualche giorno fa.
Ovviamente tutto è in divenire. Perchè nel quadro più complesso del Pd regionale la tappa materana è solo uno dei tasselli per ricomporre il puzzle. Subito dopo la Direzione che si potrebbe svolgere nella Città dei Sassi già nel prossimo fine settimana, il segretario Antonio Luongo dovrebbe convocare l’Assemblea regionale del Partito democratico per l’elezione del presidente del partito (in quota Renzi - Margiotta), dei due vicesegretari e della nuova Direzione regionale.
Chiusa quindi definitivamente la questione congressuale (che si trascina dall’estate scorsa) poi toccherà al presidente della Regione, Marcello Pittella mettere sul tavolo del centrosinistra il tema del rimpasto di giunta. Come anticipato si potrebbe chiudere entro la fine di aprile. In piena volata elettorale per Matera. E magari proprio nella formazione della giunta potrebbe essere fatto l’ultimo tentativo per ammorbidire le critiche di Santochirico.

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