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«Il dissesto non è stato scelto dal sindaco»
De Luca sulla relazione della Corte dei Conti

Basilicata

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«Non posso esimermi dal ringraziare l’intera Corte dei Conti per il grande e meticoloso lavoro svolto, illustratoci in maniera completa e puntuale attraverso le relazioni del Presidente Maurizio Tocca e del Procuratore Michele Oricchio, lavoro che è garanzia di legalità per l’intera comunità lucana e, quindi, anche per quella potentina».

Il sindaco di Potenza Dario De Luca ha voluto però poi replicare all'approfondimneto del Quotidiano: «Sono state connotate politicamente le dichiarazioni del Procuratore, estrapolando ed evidenziando aspetti o singole parole, in una sorta di bricolage, quello sì veramente ideologico. Nel rispetto più totale della libertà di stampa e proprio perché credo che i cittadini di Potenza abbiano scelto me per la carica di sindaco, una persona normale, come loro, non un "fuoriclasse" pronto a giocare una "partita rischiosa", magari truccando i conti, soprattutto se quel rischio si corre sulla pelle degli stessi cittadini, mi corre l’obbligo di precisare nuovamente quanto accaduto e peraltro ribadito dal Procuratore Oricchio che, solo chi giornalisticamente ha deciso di schierarsi politicamente non ha volutamente colto».

«Leggere il dissesto come una "scorciatoia per dire: non è colpa nostra", come una scelta politica grave che stanno pagando i cittadini, dimenticando che io, sindaco, sono cittadino esattamente come loro e forse più di tanti che cittadini di Potenza lo sono diventati solo negli ultimi anni, è per lo meno singolare».

«Il dissesto – prosegue Dario De Luca – non è stato "scelto" dal sindaco, che peraltro non ne aveva il potere: è stato deliberato alla unanimità dal Consiglio comunale, sulla base della relazione del Collegio dei Revisori dei conti, che è un organismo terzo, ripeto terzo, privo di qualsivoglia connotazione politica».

«La dichiarazione di dissesto è un atto che sicuramente segna una linea netta di demarcazione tra le pregresse e le attuali responsabilità amministrative, ma non per questo motivo è stata deliberata. Lo stato di dissesto sussiste a causa di un enorme disequilibrio finanziario, protrattosi negli anni, 24 milioni di euro all’anno, più di 1/3 dell’intero ammontare delle entrate, non ripianabile mediante via ordinaria. Proseguire invece a operare con ‘scelte rischiose’ magari di ‘finanza creativa’ sarebbe stato irresponsabile, anche perché avrebbe ulteriormente acuito le attuali difficoltà economiche” conclude il sindaco»

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