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Regione, altri tre anni per uscire dal piano di rientro
I conti migliorano ma il problema sono i servizi

Calabria

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COSENZA - Ci vorranno almeno altri tre anni per uscire dal Piano di Rientro dopo il tempo che si è perso nell'ultimo anno con le elezioni anticipate e la mancanza per quasi 8 mesi del commissario per la decadenza di Scopelliti e la mancata nomina del governo. Ritardi e responsabilità del governo che ricadono su chi governerà la regione per i prossimi anni. E' l'analisi che fa Adriano Mollo sul Quotidiano del sud in edicola oggi. Se da una parte i conti tornano, la Calabria è passata da un disavanzo strutturale di di 250/280 milioni di euro a 40 milioni abbondantemente coperti con il gettito delle addizionali Irpef e Irap. Ma incidono pure il blocco del turnover (circa 25 milioni e 3 mila unità di personale in meno), la chiusura di 13 ospedali, l'acquisto centralizzato dei farmaci (50 milioni in media) e un maggiore controllo della spesa farmaceutica. Tutte queste misure hanno consentito alla Regione di mettere i conti in ordine, ma sul fronte dei servizi il lavoro da fare ancora è tanto e i risultati sono al di là da venire. Non a caso la Calabria risulta tra le regioni con il più basso indice dei Livelli essenziali di assistenza pari a 135, inferiore ai 170 attesi.

Persistono però delle criticità come l'assistenza semiresidenziale per disabili e l'appropriatezza dell'assistenza ospedaliera, per la vaccinazione antinfluenzale negli anziani, gli screening, la prevenzione veterinaria ed alimentare.

Che i tempi per il ritorno al regime ordinario sono lunghi lo ha confermato pochi giorni fa il ministro della Salute Beatrice Lorenzin nel corso di un'iniziativa in Abruzzo e in questo contesto complesso, si inserisce la proposta del presidente della Regione Mario Oliverio di istituire l’azienda unica regionale (LEGGI). Una proposta che rischia di rimanere sulla carta fin a quando la Regione sarà commissariata e in piano di rientro perchè a rischio incostituzionalità e questo nonostante la Giunta (LEGGI) abbia nominato i commissari di Asp e ospedali e avviato l'iter per l'azienda unica.

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