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A Matera per il Pd
altre 24 ore di trattative

Basilicata

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MATERA - Non c'è ancora l'accordo interno al Partito Democratico di Matera. La giornata di ieri è trascorsa con un susseguirsi di voci che hanno reso, a seconda dei momenti e delle opinioni, più o meno vicina la definizione di un documento che tenesse unite le diverse anime del Pd materano, che accontentasse i renziani, riaprisse i giochi interni al comitato cittadino e definisse ufficialmente il sostegno dell'intero partito (o della sua stragrande maggioranza) al candidato sindaco Salvatore Adduce. Ad oggi però la sintesi tanto attesa ed il documento unitario che si sta provando a redigere in queste ore, ancora non c'è. Il rischio ovviamente è che l'intera impalcatura politica su cui si fonda l'intesa, venga meno a cominciare proprio dalla candidatura di Adduce.
Ma andiamo con ordine: le parti sono d'accordo sulla gestione unitaria del Comitato cittadino nel periodo delle elezioni e prendendo atto delle dimissioni di Muscaridola, i renziani sono pronti poi ad affidarsi al voto della Direzione in carica sulla scelta di Adduce come candidato sindaco (in questo caso si asterrebbero facendo passare la proposta) e sulle primarie (dove però la maggioranza del partito sarebbe contraria), inoltre si procederebbe alla separazione della carica di sindaco da Presidente della Fondazione Matera 2019 così come è stato espressamente richiesto.
Il nodo però rimane quello del comitato cittadino, i renziani chiedono l'azzeramento dell'intera direzione, del tesseramento 2015, la riapertura di un nuovo tesseramento per arrivare ad un congresso nel 2016. Dall'altra parte c'è la convinzione di poter portare, così come è adesso, il partito ad un nuovo congresso. Ovviamente in gioco c'è proprio la guida, politica, del partito nel 2016 ed è su questo punto che la vicenda continua a complicarsi e a non trovare una via d'uscita. La giornata di ieri con l'azione di mediazione di Antonio Luongo in atto, l'impegno diretto anche del capogruppo Pd alla Regione Roberto Cifarelli a trovare una soluzione non hanno sciolto, almeno sino al momento in cui andiamo in stampa, tutti i nodi. Il Partito Democratico continua a cercare un'unità che forse non c'è e che probabilmente va oltre la semplice ricandidatura di Salvatore Adduce. Fatto sta però che se non si riuscirà a trovare una sintesi ulteriore e non si uscirà dall'impasse le strade da seguire diventeranno necessariamente altre. Difficile immaginare cosa potrebbe accadere anche perchè la soluzione appare a portata di mano, chiara e davanti agli occhi solo da cogliere. In questo senso la volontà politica complessiva sembrerebbe andare in questa direzione lasciando ad Adduce la candidatura e riaprendo ai renziani le porte di un Partito materano che è stato "off limits" negli ultimi mesi.
Attendere oltre, magari accettando la suggestione, che pure circola in queste ore, di aspettare l'esito delle primarie di Matera 2020 appare una teoria rischiosa e alquanto improbabile. Appunto una suggestione. Il Pd nel giro di qualche giorno dovrà trovare la sintesi. Potrà esserci qualche aggiustamento dell'ultimo secondo ma, in questo momento a lavorare su una opzione già sul tavolo c'è direttamente il segretario regionale Luongo. L'unità del Pd rimane un domino di tessere complicato, un incastro che vede aggiungersi una tessera in più man mano che passa il tempo. Ma adesso il tempo comincia a scarseggiare. Oggi tutto dovrà essere più chiaro a meno che non sia stata ancora una volta la notte a portare consiglio.

 

p.quarto@luedi.it

 

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