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Pd, dallo stallo alla Direzione
Nuovo incontro per chiudere la telenovela dentro i Democratici

Basilicata

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E' convocata per questo pomeriggio alle 17,30 la direzione cittadina del Partito Democratico che dovrebbe arrivare ad una soluzione sulla candidatura a sindaco di Salvatore Adduce. Lo stallo degli ultimi giorni dovrebbe essere superato anche se dalle notizie che arrivano due sono i possibili scenari che si aprono: il primo che l'accordo complessivo si compia sulle richieste avanzate dai renziani e superando il nodo più grosso dell'azzeramento della direzione del tesseramento 2015 avviandosi dunque al congresso 2016.
L'altra ipotesi è una spaccatura dell'area renziana che potrebbe ma solo in parte (area Antezza) arrivare ad un accordo senza l'azzeramento della direzione e del tesseramento. Un'ipotesi che sarebbe inaccettabile per il resto dei renziani come conferma Vincenzo Viti.
«Non so, al momento, dire se sarà possibile trovare un’intesa. Vedo affiorare tuttavia resistenze e tatticismi. Perciò non faremo passi indietro.
E non si invochino i “superiori” interessi del partito, se esso per primo non ritiene che primario suo interesse sia il dovere di “servire” e guidare, con un disegno (peraltro ancora indefinito), una comunità frammentata, divisa e soprattutto critica e reattiva».
Sono le parole con cui Vincenzo Viti commenta l'appuntamento odierno specificando anche la sua attenzione e determinazione verso una questione che copre comunque il futuro della città in un momento strategico fino ed oltre il 2019: «Non ho la natura dell’incursore né, com’è noto, ho aspettative personali da realizzare.
Non sopporterei però di tacere di fronte alla lenta dissipazione di un capitale politico che abbiamo costruito e che dovremmo tutti concorrere a difendere e se mai ad accrescere - spiega rispetto al suo impegno diretto sulla questione.
Abbiamo chiesto che Comune e Fondazione vengano rappresentate ai vertici da personalità diverse, pure in stretto coordinamento. Abbiamo confermato di non avere pregiudizi somatici o anagrafici (salvo le questioni di contenuto e di sostanza politica che abbiamo diffusamente trattato) verso il candidato Sindaco.
Abbiamo invocato le Primarie sostenendo che esse sono nel nostro dna e possono essere un poderoso fattore di rilegittimazione e di consolidamento del consenso.
Ma continuiamo ad assistere ad un inspiegabile rifiuto.
E ciò, se ha come conseguenza logica che permangano le nostre riserve sul nome del candidato, chiunque sia, non ci sottrae tuttavia al dovere della lealtà quando la scelta fosse compiuta nel quadro di procedure e di obbiettivi condivisi.
Ciò che purtroppo non sta avvenendo».
Infine un messaggio a Luongo: «Sono certo che egli sappia bene che, di fronte alla frammentazione e alla dispersione delle ragioni che fondarono le grandi dialettiche storiche e politiche, non è più possibile oggi coltivare, a Matera come altrove, l’idea del partito come “Giardino dei Ciliegi” o come luogo di culto dentro il quale si fa tutta la storia e quindi tutta la politica.
Matera ha l’opportunità di aprirsi ad una esperienza inedita e inclusiva, con un partito che si renda capace di elaborare una linea ma anche di farsi fecondare dalle energie intellettuali e civili che finora, per calcolo o per inadeguatezza ha ignorato o respinto».
La giornata era cominciata con alcune esternazioni di Salvatore Adduce che nel corso della presentazione del volume che sintetizza i cinque anni della sua amministrazione, aveva esordito dicendo: «Non nego di auspicare di continuare».
Una dichiarazione di intenti che appare molto più di una semplice “uscita”, a poche ore dalla direzione del partito democratico.

p.quarto@luedi.it

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