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Due modi diversi di leggere il risultato
L'analisi del Partito Democratico

Basilicata

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MATERA - Voci diverse e chiaramente contrastanti arrivano dal cuore del Partito Democratico dopo le primarie di Matera 2020. Voci che simboleggiano le diverse sensibilità e le distanze che si respirano oggi e che la scelta di Raffaello De Ruggieri rischia di far aumentare ancora di più.
«Le primarie sono un fatto di democrazia e quando si vede una partecipazione è sempre positivo» commenta il capogruppo alla Regione, Roberto Cifarelli sul risultato delle liste civiche di Matera 2020, «perplessità sulla partecipazione sui social?
No, io mi sono limitato a sottolineare quello che avevo visto passando davanti ai seggi, cioè una scarsa presenza ma magari sono stato sfortunato. I meccanismi di controllo in questi casi è giusto che vengano applicati da chi organizza questo tipo di eventi perchè sono garanzia interna.
Mi sono spesso occupato delle primarie e so cosa vuol dire».
Quando però sente parlare di civismo il capogruppo Pd non ci sta: «io continuo a ripetere che lì dove c’è l’appoggio di Forza Italia e Fratelli d’Italia quella non è una lista civica ma è il centrodestra che riemerge perchè non può scomparire in natura».
Quanto alla candidatura di De Ruggieri: «non credo che sia meglio o peggio per il Pd, sapevamo che ci sarebbero stati degli avversari, io faccio un in bocca al lupo all’avvocato De Ruggieri, una personalità davvero civica che credo sia una risorsa per la città».
Diversa invece la posizione di chi per questo tipo di evento nel Pd si è battuto fino in fondo come Enzo Santochirico e Vincenzo Viti: «mi pare una bella prova di democrazia che dimostra la volontà della città di partecipare al fianco di una personalità indiscussa come l’avvocato De Ruggieri. Una personalità di cui io stesso avevo sottolineato lo spessore solo pochi giorni fa, avrei voluto fosse il candidato del Pd. Mi pare comunque una personalità importante per la città. E adesso? Adesso non cambia nulla rispetto a quanto ho già detto, cioè che la città aveva una grossa occasione con le primarie che erano un’opportunità da sfruttare».
Non fa mancare il proprio commento e la propria presa di posizione anche Vincenzo Viti che sottolinea come «Il dato dell’affluenza alle Primarie promosse a Matera dal movimento civico va considerato non solo una manifestazione di vitalità della società civile ma l’espressione di una domanda politica di partecipazione che, per le ragioni che abbiamo tante volte sottolineato, avrebbe dovuto essere raccolta e rilanciata innanzitutto dal PD che delle Primarie ha fatto una delle ragioni di radicamento e di dialogo con la sua base elettorale e con la società.
Inutilmente avevamo chiesto che, al di là di una lettura formalistica dei regolamenti, le Primarie avrebbero dovuto e potuto realizzare un fattore di legittimazione e di consolidamento dei consensi intorno al candidato Sindaco, chiunque fosse stato individuato all’interno del PD a seguito di un percorso rispettoso del dibattito democratico e delle diverse opinioni.
Cosa che, purtroppo, non è avvenuta» ricorda Viti riaprendo sostanzialmente quella che è una questione per certi versi ancora aperta o comunque una ferita certo non rimarginata.
«E’ perciò evidente che la significativa partecipazione alle primarie pone problemi seri al PD e conferma le ragioni di un dissenso che abbiamo sempre costruttivamente manifestato e sulla sollecitazione di gesti forti del rinnovamento del partito (mediante l’azzeramento degli organi rappresentativi e di un nuovo tesseramento) nonché della riarticolazione delle diverse e complementari missioni cui devono assolvere Sindaco eletto e Presidente della Fondazione.
Si apre quindi una fase di attiva e urgente riflessione, cui veniamo chiamati, unitamente con le espressioni più significative del centrosinistra, per dare concretezza all’idea di un PD diverso che non intende dismettere la battaglia per rinnovare e tonificare la vita civile, culturale e amministrativa di una città che dovrà onorare l’impegno in vista del 2019».

p.quarto@luedi.it

 

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