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L’opzione De Ruggieri
rischia di provocare un’emorragia elettorale

Basilicata

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UN risultato netto ed un’indicazione chiara. E’ quanto concedono le primarie di Matera 2020 che lanciano verso la candidatura a sindaco l’avvocato Raffaello segue dalla prima De Ruggieri. Le primarie esprimono nei numeri, 4425 votanti, una grande voglia di andare a determinare delle scelte per la città ed un forte successo di partecipazione. Questo è evidentemente il dato oggettivo che non è in alcun modo discutibile. Ma a questo se ne aggiungono degli altri di ordine politico che mettono probabilmente in difficoltà il centrosinistra perchè consegnano ad Adduce l’avversario più tenace sul campo, perchè sostanzialmente pongono davvero un pezzo classico del centrosinistra contro il Pd, perchè di fatto complicano e non poco la vita (già di suo non agevole) al primo cittadino e alla sua parte politica. In molti attendevano questo risultato, una sorta di spartiacque per scatenare un’autentica emorragia di voti da sinistra o dal centrosinistra verso Matera 2020. In questo modo leggiamo le parole del capogruppo del Pd Roberto Cifarelli che continua a vedere in Matera 2020 il centrodestra anche e soprattutto per tentare di bloccare questa possibile emorragia.
Inutile negare ad esempio che da Viti a Santochirico ci si è espressi con parole di elogio e apprezzamento verso il profilo di De Ruggieri, che lo stesso Pittella alcune settimane fa aveva parlato di “risorse che fino all’ultimo ho provato a non lasciar sfuggire”, e tra i riferimenti c’era sicuramente quello a De Ruggieri.
Perchè ci sono interi pezzi di “società civile” che guarda a sinistra che potrebbero essere convinti dall’ipotesi De Ruggieri, non solo Idv ma anche pezzi dei Socialisti e fino a poco tempo fa magari anche di Sel, oggi allontanata decisamente dal sostegno dei partiti classici del centrodestra per l’avvocato materano.
Di cui certamente, ad esempio, Nicola Buccico è stato il primo sostenitore ed è stato in prima fila per votare domenica mattina. Un segno importante, non comune. Non un voto come gli altri.
E’ per tutti questi motivi che, probabilmente, un risultato diverso nei numeri, nella partecipazione ma soprattutto nell’esito sarebbe stato visto meglio all’interno del Pd.
A completar l’opera e a segnalare la necessità di tenere alta la guardia le parole via tweet di Margiotta che non ha mancato di segnalare il rischio che succeda “ciò che è accaduto a Potenza, meditate gente, meditate”.
Il segno che evidentemente la giornata del 29 marzo qualcosa ha prodotto o rischia comunque di produrre.
La sicurezza ostentata ieri da altri esponenti del Pd rischia di lasciar il posto ad una vera e propria preoccupazione.
Con la candidatura De Ruggieri qualche certezza in meno (ulteriore) c’è di certo e senza un Pd unito (ad oggi ancora molto lontano) la battaglia elettorale resta tutta in salita.
Questo mese servirà per costruire accordi e coalizioni ma ad oggi anche sotto questo profilo De Ruggieri sembra partire da basi più solide rispetto ad Adduce.
Poi ci sarà una diversa discussione su governabilità e compatibilità delle diverse anime che si avvicinano a Matera 2020.
Ad oggi però queste anime sembrano allontanarsi da Adduce ed avvicinarsi a De Ruggieri. Ma la partita è appena iniziata ed è ancora lunga.

p.quarto@luedi.it

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