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Nel Pd è guerra aperta, Lanzetta sfida Oliverio e Magorno
«Spieghino perché De Gaetano è stato nominato assessore»

Calabria

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CATANZARO – Una Maria Carmela Lanzetta a 360 gradi che lancia strali a tutti, al segretario regionale Ernesto Magorno, ai 5 segretari provinciali e ovviamente al presidente della regione Mario Oliverio ribattendo alle accuse che le sono piovute addosso la vigila di Pasqua dopo un’intervista (LEGGI LA NOTIZIA DELL'INTERVISTA E LA REPLICA DEI SEGRETARI DI FEDERAZIONE DEL PD). 

Come evidenziato nell'edizione odierna de Il Quotidiano Del Sud, la Lanzetta ribadisce ancora una volta ad Oliverio «di essere incorso in un infortunio politico» e che «se riuscisse ad ammetterlo sarebbe un gesto che rivoluzionerebbe positivamente e per sempre la politica in Calabria; non dimentichi infatti che dalla sua politica dipenderà la vita o la morte della nostra Regione, dove la maggioranza dei calabresi onesti e per bene ha scelto di vivere».

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Per quanto riguarda Magorno la Lanzetta chiede che dica «finalmente quali sono gli obiettivi reali, non teorici da convegni, del Pd calabrese, come intende raggiungerli, perché e con chi». E poi annuncia che il 12 aprile sarà presente ad Amaroni per rappresentare vicinanza e solidarietà al consigliere regionale Arturo Bova (LEGGI LA NOTIZIA DELL'INTIMIDAZIONE AL CONSIGLIERE REGIONALE DEL PD). 

Criticando ancora il segretario regionale del Partito democratico, Maria Carmela Lanzetta con riferimento alla sua audizione in commissione antimafia (LEGGI LA NOTIZIA) consigliando «di evitare di farne un uso politico, anche in buona fede, perché altrimenti rischi di darmi ragione quando ho supposto che la mia audizione rispondeva ad altri obiettivi».

Riguardo i segretari provinciali del Pd ogni attacco viene rispedito al mittente: «Se pensano di farmi desistere o di ridurmi al silenzio con le loro infamanti intimidazioni si sbagliano di grosso ne ho subìte ben altre, che a lor signori in poltrona non auguro mai, compresi due sequestri di persona di miei parenti, ma non ho abbassato la testa che, invece, qualcuno di loro ha perso completamente: forse perché ha qualcosa da nascondere?». 

In riferimento al “caso De Gaetano” (LEGGI LA NOTIZIA) la Lanzetta evidenzia come sia «scoppiato nei giornali a dicembre 2014, per poi essere ripreso a fine gennaio 2015, con fatti mai smentiti da nessuno (GUARDA L'ORDINANZA). Stranamente, la commissione antimafia non ha convocato le persone ritenute più opportune per fornire informazioni sulla questione (LEGGI LE RICHIESTE DEL DEPUTATO NUTI)». 

Inoltre, la Lanzetta intende chiarire in modo a suo dire definitivo il caso della «telenovela intollerante e stancante della serie se ho detto prima “si” e poi “no” o viceversa, rispondo con il comunicato di Palazzo Chigi e con il mio del 27 gennaio (“non ci sono le condizioni di chiarezza sulla posizione dell’assessore Nino De Gaetano”) (LEGGI LA NOTIZIA), due giorni dopo che lei mi ha comunicato Ufficialmente il nome dell’assessore alle infrastrutture, ai lavori pubblici e ai trasporti. E allora? Qual è il problema? Lei pensa veramente che giorno più o giorno meno possa essere una giustificazione per le sue considerazioni? Sono sicura che non lo crede neanche lei; e allora, signor governatore, le chiedo, con molto rispetto, di non offendere la sua intelligenza». E chiudendo con la richiesta «di spiegarci finalmente come mai De Gaetano non è stato candidato alle regionali e poi è stato ripescato come assessore».

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