Salta al contenuto principale

Lanzetta ha ragione, De Gaetano è un caso politico
Il segretario Magorno chiarisca con il ministro Delrio

Calabria

Tempo di lettura: 
2 minuti 43 secondi

DA una settimana il segretario del Pd Ernesto Magorno è tornano ad esternare sulla vicenda Lanzetta-De Gaetano. E lo fa con una visione tutta sua. Ieri ha detto che nel corso dell'audizione in commissione parlamentare antimafia lui stesso si è preso la briga di chiedere all'ex ministro i motivi della decisione di non entrare nella giunta Oliverio e la risposta è stata, dice il segretario di «carattere politico e non di altra natura». 

Pochi giorni fa, in assemblea regionale Magorno per affrontare la questione Lanzetta-De Gaetano, ha fatto un discorso ecumenico, l’ha presa alla larga, ricordando di aver «condotto una battaglia frontale nei confronti di Scopelliti e della sua giunta, altro che le chiacchiere dei giornali, e il mio primo atto da segretario regionale  è stato quello di promuovere una grande raccolta di firme per chiedere al governatore di allora di dimettersi e non per le questioni giudiziarie.» 

Ha voluto precisare che lui è «un garantista convinto e ne ho dato prova anche a voi tutti, assumendomi responsabilità per scelte che hanno fatto registrare censure su questioni che riguardano nostri compagni. Io ritengo che fino a quando non c'è una sentenza passata in giudicato o una pronuncia definitiva ogni imputato è innocente. Sarà e deve essere considerato un imputato ma è innocente. E' un principio fondamentale - ha continuato - del nostro ordinamento giuridico la presunzione d'innocenza». «I partiti l'ho detto e lo ripeto si occupano di fare il loro lavoro, di svolgere atti politici, di governare o di fare attività di controllo se sono in opposizione, di proporre, di svolgere insomma il ruolo  che è proprio di una organizzazione politica. Alla magistratura e solo ad essa spetta giudicare e pronunciare una sentenza di colpevolezza o di innocenza». 

Magorno, ha fatto finta di non aver letto cosa ha detto sulla vicenda Lupi il suo segretario e premier Matteo Renzi, e fa quello che Graziano Delrio ha detto a Cosenza pochi giorni fa: «Sulla lotta alla legalità non si può girare le spalle e far finta di nulla». Magorno, evidentemente fa finta di non capire, ma gli vogliamo ricordare che la questione De Gaetano, da cui è scaturito il caso Lanzetta, non è un'invenzione dei giornalisti calabresi e non «che avvelenano i pozzi», ma un preciso atto politico del governo nel momento in cui ha posto la questione sull’opportunità di quella nomina. L'autore di questo atto politico, fino ad oggi non smentito da nessuno men che meno dal premier Renzi, è il sottosegretario e oggi ministro dei Lavori Pubblici, Graziano Delrio. A lui, nel corso della visita a Cosenza alcuni giorni fa, Magorno presente, abbiamo chiesto se era tutto chiarito, e l'attuale ministro ha detto, testuale: «Non ho cambiato idea, la mia posizione è quella». Quindi, ha ragione Lanzetta a dire che è un «problema politico». A questo punto il segretario del Pd farebbe bene a chiarire la vicenda in modo definitivo con il ministro del suo partito e solo dopo, se vuole, con i giornalisti e i calabresi.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?