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Il Pd e la nuova Giunta Pittella
Ora salgono le quotazioni di Bellitti

Basilicata

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POTENZA - Il dado è (pur sempre) tratto. Marcello Pittella ha avviato ufficialmente il rimpasto di Giunta regionale. Lo ha fatto imprimendo una fortissima accelerazione martedì scorso convocando la riunione di maggioranza con i consiglieri regionali di centrosinistra.
Poi pare ci sia stata una frenata. “Si farà ma non subito subito”. E’ stato il concetto espresso nelle ore successive alla prima accelerazione. Perchè il tavolo politico ha tremato alla “velocità ritrovata” del governatore. Non pochi i musi lunghi. E anche i ripensamenti. Tra chi frena per carattere e chi suggerisce cautela.
Ma ieri da fonti autorevolissime sono arrivate conferme secondo cui pare che di nuovo ci sia l’intenzione da parte del presidente della Regione di chiudere i giochi in un tempo medio breve. Magari non nella prossima settimana. Comunque non molto dopo.
Insomma si va verso la composizione di una nuova giunta molto prima delle elezioni amministrativa di fine maggio. E prima quindi della complicata sfida elettorale che attende il candidato sindaco del Pd, Salvatore Adduce.
L’accelerazione di Pittella quindi, non era una provocazione politica per “scompligliare” il campo e vedere cosa accade. Che Pittella sia bravissimo a cavalcare il tempo della “tempesta” infatti non è in dubbio. Ma questa volta (forse) vuol chiudere subito. E pare ci sia anche un protagonismo materano che potrebbe essere messo in campo. Cioè: noto ormai il nome di Braia come quasi certo futuro assessore, nelle ultime ore pare essere passato in pole (in quota Speranza ma anche Bubbico) il segretario provinciale di Matera, Pasquale Bellitti. Sarebbe questo il “duo” del Pd in Giunta.
Mossa strategica che ovviamente deve essere letta anche in ottica elezione comunale a Matera. Con l’eventuale nomina dei due materani Braia e Bellitti tutto potrebbe essere contestato a Pittella tranne non aver messo nelle migliori condizioni possibili (usando le proprie proragative) la squadra di Adduce nella città dei Sassi per tentare la riconquista della fascia tricolore.
Insomma tra “tattiche”, “sguardi incrociati” alla Sergio Leone qualcosa si muove. In ogni caso il punto di svolta sarebbe stata posizione di Luongo che avrebbe chiesto a Pittella solo di non nominare interni per non complicare il quadro politico già di per se complesso.

sal. san.

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