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«Il Pd è tornato di nuovo in letargo»
Dino Paradiso contro la dirigenza dem

Basilicata

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MATERA - Parlare di “rinnovato protagonismo del Partito” e chiedere la riapertura di una discussione interna al Pd, per Dino Paradiso, già candidato alla segreteria regionale, sono tutt’uno.
In una nota, l’esponente politico sottolinea elementi che provocano ancora mal di pancia difficili da digerire e che richiamano ad un ruolo importante e decisivo Antonio Luongo.

Lo scrive chiaramente, Paradiso, quando spiega: «Quello che sta accadendo a Matera città, nei Comuni dove si vota e a Potenza, ci conferma ancora di più che quella domanda di rinnovato protagonismo del partito, al di là delle persone e delle correnti, che ci aveva convinto a sostenere Luongo, resta senza risposta e questa colpevole omissione produce tensioni, divisioni, confusione».
C’è un percorso che lega gli avvenimenti ai quali si riferisce Paradiso che passa attraverso malumori e difficoltà superate non in modo indolore.
La scelta che, in particolare, ha portato alla ricandidatura di salvatore Adduce per un probabile doppio mandato la dice lunga.

Settimane di trattative, pubbliche e private e come sintesi finale una soluzione che sembra aver dato ragione a tutti per non scontentare nessuno. Forse.
Il dubbio resta e si legge chiaramente nelle parole di Dino Paradiso: «Avevamo eletto Luongo perchè ridesse autonomia, ruolo, forza al partito, come luogo collettivo di discussione e di iniziativa politica, questo torniamo a rivendicare come ultimo appello alla responsabilità collettiva».

Se i termini non fossero così perentori, ci sarebbe da ridere e con Dino Paradiso l’ilarità sarebbe anche garantita.
Questa volta, però, è in gioco la credibilità interna del partito di maggioranza che, secondo Paradiso si muoverebbe su una china delicata.
«Da mesi - scrive ancora - ci sono infiniti e mutevoli giri di valzer sulla nuova giunta regionale e tutto ruota intorno alla necessità di accontentare chi è alla ricerca di poltrone. Da mesi, da agosto scorso, il Pd di Basilicata, dopo una breve stagione di vitalità e partecipazione legata alla fase congressuale, è ritornato in letargo, nel mentre i temi che attraversano la nostra comunità sono marginalizzati e forse affrontati da pochi intimi e senza risultati».

Paradiso, poi, non perdona gli interventi a gamba tesa del Governatore Pittella.

«Il presidente della Regione annuncia che recepisce richiesta di correnti, fissa paletti, esprime preferenze e il partito tace.
Abbiamo sempre detto che il partito deve tornare ad assolvere al proprio ruolo - ricorda ancora Paradiso - distinguendo le funzioni. Ancora oggi registriamo che le istituzioni si sostituiscono al ruolo del partito e questo non va bene».

Paradiso parla di allarme da codice rosso quando parla del ruolo del Pd nella vicenda del petrolio lucano. «Con accelerazioni unilaterali, frenate improvvise, sospensioni presentate, conclusioni ambigue raggiunte. Era stata una pagina infelice che si aveva seriamente allarmato, per l’assoluta marginalità, se non assenza, del partito in quanto tale nonostante avessimo a gran voce richiesto che esso fosse chiamato a discutere e decidere».

L’appello dell’esponente bernaldese del Pd di conclude con un appello ad Antonio Luongo per dotare il governo regionale del partito «Immediatamente di organi collegiali che assicurino il coinvolgimento di tutti nelle scelte, evitando colpi di mano, che metterebbero a rischio la temuta dei rapporti e delle alleanze».

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