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In vista del voto sull’Italicum
Speranza pronto a dimettersi da capogruppo

Basilicata

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POTENZA - Inizia una due giorni delicatissima per il Pd, per Renzi e anche per il Capogruppo alla Camera dei deputati, il lucano Roberto Speranza.
E’ la settima dell’Italicum e cioè della riforma elettorale voluta (fortissimamente voluta) dal premier Matteo Renzi. Ma si annuncia tempesta nonostante ieri ci sia stata la posizione netta anche dell’ex Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che ha parlato di “nessun passo indietro” sulla Riforma. Ma nel Pd è scontro. Stamattina alle 11 è prevista la riunione di “Area Riformista”, la corrente del Pd guidata da Speranza. Il big lucano e nazionale ha convocato tutti gli ottanta firmatari dell’appello di qualche giorno fa a Renzi per riaprire il dialogo sull'Italicum dopo il primo no del governo all’ipotesi di modifiche.
L’incontro degli 80 di Area riformista servirà per mettere in campo la strategia in vista dell’assemblea di tutto il Pd nazionale che si svolgerà domani. Si parte comunque da un muro contro muro.
Speranza come leader di Area Riformista insiste nel sostenere che il gap che oggi divide renziani e minoranza può essere colmato ragionando nel merito delle questioni. Ma è anche evidente che lo scontro non è solo nel merito. Piuttosto si tratta di un braccio di ferro tutto politico e nessuno sembra intenzionato ad arretrare di un solo passo.
Gli scenari possibili sono molteplici. Si va dall’ipotesi di una richiesta di sostituzione dei “dissidenti” dem nelle Commissioni parlamentari (che appunto dovranno votare sull’Italicum) a uno scontro frontale voto contro voto che rischierebbe però di portare il partito a una inevitabile scissione.
Tra coloro che potrebbero chiedere di essere sostituiti c’è addirittura Pierluigi Bersani. Ma l’eventuale sostituzione comunque avrebbe un prezzo: a Renzi viene chiesto comunque di non ricorrere al voto di fiducia il prossimo 27 aprile quando il testo dell’Italicum arriverà in aula.
Tutto in itinere. In ogni caso da Roma non si esclude nulla. Roberto Speranza da parte sua non può più arretrare. Se Renzi non dovesse accettare di mediare probabilmente lo scontro sarebbe inevitabile. E c’è chi ipotizza anche le possibili dimissioni dello stesso Speranza da capogruppo del Pd alla Camera. sarebbe un atto estremo che però in chiave politica potrebbe rafforzare la leadership del deputato lucano nella minoranza dem.

sal.san.

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