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De Ruggieri: Materatown«Non parlo del mio passato politico
E’ un’appendice della militanza civica»

Basilicata

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MATERA - La lettera di Roberto, pubblicata ieri sul sito Materatown, ha animato la rete.
La lunga comunicazione è rivolta al candidato sindaco del Movimento Matera 2020, Raffaello De Ruggieri.
«Mi sono soffermato sulla lettura del suo lungo curriculum vitae che, devo dargliene atto, è lungo quanto un volume dell’Enciclopedia Treccani - scrive, concludendo tra l’altro - «Le devo confessare, però, che quando ho finito di leggerlo sono rimasto stupito per un fatto o , per meglio dire, per una omissione tanto evidente quanto inspiegabile. Lei, esimio avvocato, nell’elencare le sue numerose attività non ha fatto il minimo accenno al suo lungo passato politico, e non certo in un ruolo da comprimario nelle file del Partito Repubblicano. Lei è stato consigliere comunale, consigliere regionale nonchè assessore e segretario di Basilicata di quello che fu il Pri di Spadolini, La Malfa, di Oddo Biasini e di Antonio Del Pennino. A proposito di ques’ultimo - prosegue Roberto - narrano le cronache che nel 1984 questi tentò invano una sera di settembre di contattarla da Roma per ordinarle di non fare la giunta a guida Alfonso Pontrandolfi (Pdi) con l’appoggio esterno del Pci». La lettera prosegue, poi, con una domanda: «Resta da chiedersi il perchè ed anche qui non si sfugge.

Quando si tende a nascondere il proprio passato lo si fa solo per due motivi. O per modestia, ma visto con quanta modestia ha pubblicato il suo curriculum non credo sia questo il caso, oppure perchè si prova vergogna. Tragga lei a questo punto le conclusioni - aggiunge Roberto.
E il diretto interessato dice la sua: «Sono entrato nel Partito Repubblica nel 1978 quando in tutta la provincia di Matera aveva 217 voti. E’ questo il mio appetito di potere? Il partito è cresciuto per ciò che abbiamo fatto - spiega Raffaello De Ruggieri - e non per quello che abbiamo detto».
Perchè, allora, non parlare del passato politico: «Ho messo in evidenza la mia milizia civica, ritenendo che quella politica fosse un’appendice. Sono entrato in politica nel 1978 per far votare i Sassi e le chiese rupestri.
Chiusa questa vicenda sono tornato nella società civile - aggiunge - e quindi non ho altre ragioni. Avrei potuto truccarmi da democristiano o comunista e entrare nel grande fiume che portava in Parlamento.
Il mio è stato un sentiero su cui ho costruito una milizia partitica di grande soddisfazione. Nessuna vergogna per quell’esperienza.
C’è una data inequivocabile che indica il mio impegno: 30 dicembre 1981, la prima pietra del recupero dei Sassi alla presenza del presidente del Consiglio Giovanni Spadolini. Chi ha svolto, secondo lei, quell’azione politica nel Comune di Matera?
Gli impianti sportivi chi li ha pensati e realizzati? L’ospedale civile di Matera chi l’ha condotto in porto? La legge sul Parco delle chiese rupestri chi l’ha scritta e fatta votare in consiglio regionale? Mi fermo per pudore. Si vive - prosegue De Ruggieri - con gratificazioni anche fuori dalle istituzioni.
Il partito non è uno strumento di carriera, conta ciò che si fa dentro e fuori la politica.
Queste presunte frecciate velenose non mi toccano. Io sono corazzato contro queste volgarità.
Non sanno che dire e cercano piccole trappole in cui io non cado».

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