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Potenza, c’è poco da fare
La Regione non ce la fa ad accollarsi il debito

Basilicata

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POTENZA - La Regione non ha i soldi per disinnescare la “bomba” dissesto del comune capoluogo. Non ci sono i 42 milioni per fronteggiare la richiesta del Comune di Potenza. Pittella prende la parola e ribadisce la piena volontà di aiutare la città di Potenza economicamente, «come è stato fatto nel passato e anche di più». Ma il presidente della Regione, Marcello Pittella spiega a più riprese che non si può entro il prossimo 23 aprile dare a Potenza la cifra di 42 milioni. Per un semplice motivo: «Quei soldi non ci sono». Più chiaro di così...
Ovviamente la questione ha tenuto banco per diverse ore nella sala del Consiglio regionale della Basilicata. Tra polemiche, scontri dialettici, rinvii e dichiarazioni di “guerra” dai banchi dell’opposizione.
Come nelle previsioni della vigilia la riunione del Consiglio regionale di ieri è stata particolarmente movimentata. I lavori sono cominciati con la relazione del governatore sulla rimodulazione dei fondi comunitari. Un lungo elenco di cifre e numeri in cui Pittella ha spiegato come la giunta regionale intende investire i soldi rinvenienti dall’Europa.
Su questo c’è stato anche il dibattito con gli interventi dei consiglieri regionali che però è stato spostato in serata. Perchè il tema di giornata è stato quello della situazione finanziaria della città di Potenza. Anche in questo caso c’è stato l’intervento del presidente della Regione che ha introdotto il tema. Parole chiare che non hanno aperto a nessun spiraglio per il sindaco potentino Dario De Luca e la sua amministrazione comunale.
La vicenda ora diventa imprevedibile. Sta di fatto che il sindaco di Potenza e la sua giunta entro il 29 devono presentare un piano di rientro. L’idea è che fosse la Regione a caricarsi in due annualità tutta la cifra (i 42 milioni su cui gravano anche i 10 di penalità per aver sforato il Patto di stabilità). Questo non avverrà. E quindi a oggi non si può più escludere nulla. Nemmeno il voto anticipato con chiusura della consiliatura comunale.
Ad ogni modo è stato garantito, invece, dalla Regione il sostegno ai servizi che la città eroga. E ancora ha assicurato Pittella un sostegno economico (pari se non superiore) a quello degli anni precedenti al Comune di Potenza nel prossimo assestamento di bilancio che viene votato sempre non prima di luglio. Ovviamente su questo si è scatenato un dibattito serrato e duro davanti a numerosi “spettatori” che hanno assistito ai lavori del Consiglio nella saletta adiacente all’aula dei consiglieri. Per venire alla cronaca, dopo la relazione del governatore ci sono stati numerosi interventi. Il primo a parlare è stato Aurelio Pace dei Popolari per l’Italia che da parte sua ha stigmatizzato la chiusura da parte del presidente della Regione. Ancora più duro è stato il successivo intervento del consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Gianni Rosa. L’esponente del partito della Meloni ha accusato il centrosinistra regionale di non voler assumersi le responsabilità «delle politiche fallimentari degli ultimi decenni». E ancora Rosa puntando il dito sulla precedente amministrazione guidata dall’allora sindaco Vito Santarsiero ha elencato una serie di numeri denunciando la volontà politica «del centrosinistra che oggi scarica l’amministrazione comunale perchè di centrodestra». Rosa quindi ha parlato di un Comune che ha speso sempre di più di quanto incassava.
Immediata la replica della stesso Vito Santarsiero che in qualità di consigliere regionale è intervenuto “smontando” a uno a uno i ragionamenti del consigliere Rosa. In particolare l’ex sindaco di Potenza Santarsiero ha parlato di «bugie e strumentalizzazioni sul dissesto del Comune di Potenza e le volute distorsioni degli atti della Corte dei Conti avvenute oggi (ieri ndr)».
«La verità comincia ad emergere» ha quindi quasi urlato Santarsiero in aula spiegando che «quel dissesto andava evitato e già allora il Presidente Pittella aveva messo a disposizione, con una nota ufficiale, 10 milioni di euro, molto più di quanto fatto negli ultimi anni. Il futuro della città si costruisce fuori dalle logiche che accompagnano le strumentalizzazioni politiche». Immancabile quindi la controreplica di Rosa che ha continuato nelle critiche parlando di aiuti della Regione che si sarebbero concretizzati «solo nelle lettere di Pittella».
Lo stesso presidente della Regione ha quindi chiarito che l’intenzione di mettere a disposizione 10 milioni di euro a settembre era concreta ma legata alla necessità di evitare la dichiarazione do dissesto.
Nel dibattito a seguire quindi ci sono stati gli interventi dei consiglieri regionali Giannino Romaniello che ha stigmatizzato da parte sua l’atteggiamento della amministrazione comunale guidata da De Luca e poi di Franco Mollica (Udc) che invece ha attaccato Pittella parlando della necessità di pensare «a chi rischia il posto di lavoro».
Critica nei confronti della relazione del presidente della Regione, anche la posizione espressa dal capogruppo di Forza Italia, Michele Napoli. Durissimo quindi l’intervento del grillino Gianni Perrino che ha parlato di un’ulteriore occasione persa per fare chiarezza sui reali responsabili della crisi finanziaria del Comune di Potenza.
Netta invece la posizione a favore di Pittella del capogruppo del Pd, Roberto Cifarelli come quella del consigliere di Realtà Italia, Paolo Galante.
Alla fine del dibattito, dopo la replica finale di Pittella che ha annunciato un incontro ufficiale già oggi con i vertici dell’amministrazione comunale potentina il Consiglio ha approvato all’unanimità (in realtà l’opposizione non ha votato) una risoluzione in cui si chiede al governo nazionale «un provvedimento legislativo che consenta al Comune capoluogo di conseguire l’obiettivo di pareggio di bilancio in 4 anni, anziché in 2. La risoluzione è stata votata dal Pd, Cd, RI e Psi. Nel documento quindi viene chiesto «l’impegno dell’intera delegazione lucana in Parlamento per approvare in tempi brevi un provvedimento legislativo che consenta al Comune di Potenza di vedere ridotta la sanzione derivante dallo sforamento del Patto di stabilità.

s.santoro@luedi.it

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