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L'ultima speranza romana
Il capoluogo in attesa del miracolo dalla Capitale

Basilicata

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POTENZA - Il Consiglio comunale di Potenza resta, almeno per ora, in lenta agonia. Prima di staccare definitivamente la spina, dopo che la Regione ha annunciato di non avere la disponibilità dei 42 milioni di euro richiesti dalla città capoluogo, si prova a sondare l’ultima, remota possibilità. Più una chimera, che una chance concreta. Il tentativo estremo di salvare Potenza attraverso un miracolo che adesso dovrebbe arrivare da Roma. Nessuno ci crede troppo, ma la speranza sarebbe legata al decreto legge di modifica al Testo unico sugli enti locali che consentirebbe alle città di azzerare i debiti di bilancio in quattro, e non in due anni. E, quindi, alla Regione - che non può garantire quella somma entro il 29 aprile, data entro la quale dovranno essere presentati i bilanci d’esercizio - di spalmare l’intervento su un arco temporale più lungo. Insomma, il destino di Potenza è legato all’ennesimo punto interrogativo, con esiti molto incerti. Al 29 aprile mancano ormai solo sei giorni. I tempi per fare un decreto sono davvero troppo stretti. Ma il tentativo comunque va fatto. Si sono lasciati così, ieri mattina, a Palazzo di Città, il governatore Pittella, il sindaco De Luca e il presidente del Consiglio comunale, Luigi Petrone. Una visita istituzionale, quella del presidente della Regione. Dopo aver relazionato il giorno prima nell’Aula di viale Verrastro, ha voluto comunicare l’indisponibilità economica personalmente alle due prime cariche cittadine. E lo stesso governatore, che nel pomeriggio era diretto a Roma, ha assunto l’impegno di verificare la percorribilità di questa strada. La sopravvivenza della consiliatura è legata a questo. In caso contrario, quello più probabile, per la città capoluogo, inizierà un’altra fase: quella del commissariamento, fino alle prossime elezioni. «Anche se il Consiglio va casa - riferisce il sindaco De Luca, al termine dell’incontro - ho chiesto e ottenuto dal governatore ampie rassicurazioni sui trasferimenti che la Regione comunque garantirà alla città per il mantenimento dei servizi essenziali». Insomma, anche se i 42 milioni non ci sono tutti, dal presidente sarebbe arrivata comunque la disponibilità ad aiutare la città capoluogo, come è stato nel passato, e anche di più. «Mi sento tranquillo», commenta ancora il primo cittadino. «So di aver fatto il possibile per cercare di portare l’ente in condizioni di stabilità finanziaria. Ora aspettiamo di capire se effettivamente dalle dinamiche nazionali possano arrivare segnali positivi per Potenza. Ma anche se non dovesse essere così, siamo riusciti a predisporre un piano di tagli che dal 2016 consentiranno alle uscite di essere in pareggio con le entrate». De Luca rifiuta l’ipotesi di chi sostiene che ci fossero altre strade percorribili. «Senza il sostegno da parte della Regione non si va da nessuna parte. E’ stato così per me e lo sarà anche per chi arriverà».
Poi, il commento politico. Prima al consigliere del Pd, Gianpaolo Carretta , tornato all’attacco proprio nel giorno in cui Pittella annunciava l’impossibilità di fare fronte alla richiesta economica del Comune. «E’ chiaro che si tratta di dichiarazioni strumentali - risponde il primo cittadino - Carretta cerca così di distogliere l’attenzione dalle responsabilità di chi ha provocato il dissesto». Un passaggio anche sulle recenti dichiarazioni del consigliere Cannizzaro che ha definito «un errore politico» il ritiro delle dimissioni. «Ho grande stima per lui. E’ stata la sorpresa più bella di questa consiliatura. E prendo in considerazione le sue parole. Magari ha fatto un’analisi politica più raffinata della mia. Forse, politicamente, sarebbe stata la scelta più giusta. Ma io non ho fatto considerazioni di questo tipo, l’ho fatto solo per il bene della città»

m.labanca@luedi.it

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