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La corte di Adduce a Tortorelli
e il timore dei franchi tiratori

Basilicata

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MATERA - Una pioggia di turisti in città per il 1 maggio quando si festeggia la festa dei lavoratori. Un segno simbolico per una città che proprio su turismo e cultura vuole costruire il lavoro per il futuro e che contemporaneamente si è impegnata con la presentazione delle liste a costruire le scelte elettorali per i prossimi 5 anni. Oltre il 2019. Matera è fortemente impegnata in questi giorni a fare una sorta di vero e proprio salto di qualità, qualcosa già si vede nel colpo d’occhio, nelle presenze, nei numeri. Molto altro resta da fare e la politica il bello e il brutto di queste giornate, di queste presenze lo deve trarre per dare corpo alla campagna elettorale che manda già dei messaggi chiari.
Lo scontro forte, inevitabilmente, sarà tra Adduce e De Ruggieri. I due principali competitor sono lì e non si risparmiano colpi o vere e proprie punture di spillo. Chi invece pare destinato a fare da terzo incomodo è Angelo Tortorelli che ribadisce (“non farò apparentamenti e mai con Adduce”) ma che di fatto qualche mano tesa e un vero e proprio corteggiamento lo sta ricevendo. Anche se ieri Adduce gli ha riservato anche qualche battuta piccata. Ma la mano tesa è segno che è lì il vero nodo elettorale. E il no di Tortorelli conferma che la partita è ancora da giocare. In campo aperto ci sono De Ruggieri e Adduce. Certi di un loro diverso posizionamento Materdomini, Cappiello e Vespe, l’ago della bilancia è Tortorelli. Ancor di più perchè vicino ad un’area del Pd, un’area che è con il Pd ma che non nasconde simpatie per Tortorelli. Consiglieri regionali, esponenti di spicco del Pd, ex assessori che certo non disdegnano l’ipotesi Tortorelli.
Da qui probabilmente l’esigenza di Adduce, non solo di lavare in pubblico i panni interni al Pd (Santochirico e Cotugno nel mirino) ma soprattutto di mandare due messaggi chiari. Il primo è che Tortorelli è più vicino e omologo al centrosinistra che a De Ruggieri, un modo per avvicinarsi alle scelte da fare in un eventuale ballottaggio. Creare un sentire comune. Il secondo messaggio è che nel Pd (chi è rimasto), non può stare con un piede dentro ed uno fuori. Non può votare Adduce e Tortorelli, non può, soprattutto, votare un consigliere di Adduce e come sindaco Tortorelli. Non si può fare perchè, parole di Adduce, “le posizioni intermedie creano solo complicazioni” e il voto disgiunto, l’indebolimento al primo turno sono pericoli, complicazioni che Adduce vuole assolutamente evitare. Ma questa partita è solo al suo prologo.
Oggi però le parti sono più chiare. Adduce contro De Ruggieri, Tortorelli ambito da entrambi e i panni sporchi (e ne restano viste anche le situazioni nazionali) del Pd che continuano ad incombere. Il disgiunto che tornerà ad essere, come cinque anni fa, l’incubo di alcuni e l’ago della bilancia per altri.

p.quarto@luedi.it

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