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La parola d'ordine è materanità

Basilicata

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DIFENDERE l'identità, la materanità sarà un altro degli elementi distintivi di questa campagna elettorale. E' anche per questo che non sorprende affatto che i due principali contendenti di Salvatore Adduce cioè Angelo Tortorelli e Raffaello De Ruggieri abbiano declinato l'invito a partecipare all'appuntamento di ieri sera a Potenza per "scegliere il sindaco di Matera". Non un'invasione di campo ma la semplice voglia di allargare una scelta, o meglio una discussione, che coinvolge l'intera regione, e non solo, in un momento in cui Matera diventa capitale della cultura. In realtà però la partita elettorale ha tante sfaccettature e la storia degli ultimi anni dall'elezione di Buccico alla campagna elettorale di Tosto dimostra che l'appartenenza, la materanità, la riconoscibilità sono parte della contesa. Adduce nella passata campagna elettorale era stato "attaccato" per essere ferrandinese e non materano, la sfida politica ha degli inevitabili e per certi versi ovvi aspetti di campanile. Ma racchiude anche un comune sentire che a Matera proprio non piace e cioè che tutte le scelte importanti sulla città e per la città siano state fatte lontano dai Sassi, a Potenza, e da chi con Matera non ha niente a che fare. E' anche per questo che Matera 2019 ha avuto così tanto successo in termini di partecipazione perchè è stata e viene vissuta come una volontà della città di Matera, di un'associazione di giovani materani, di una città intera, di un'Amministrazione comunale prima e solo poi anche della Regione Basilicata. Sentire Angelo Tortorelli dire "il sindaco di Matera lo devono scegliere i materani" era probabilmente inevitabile, a Matera la sfida elettorale sarà anche questo e l'idea che ci sia una parte della regione, un centro di potere che voglia decidere il destino dei materani proprio non va giù. Sarà banale campanilismo ma è certamente parte della contesa elettorale di queste ore anzi, ne siamo convinti, molte delle fortune di Buccico nel 2007 e di Tosto nel 2010 si sono giocate proprio su questi aspetti, su questa voglia di contare e decidere al di là di schemi precostituiti che i materani vogliono imporre. Tanto che siamo convinti il passo indietro, per motivi di impegni concomitanti, di De Ruggieri sia la conferma della volontà di un confronto con Adduce ma anche la verifica non solo dell'incociliabilità (per impegni preesistenti) ma anche dell'inopportunità di un confronto a Potenza sulla città. Il messaggio per la città di Matera, per i materani, per sventolare la bandiera di un'appartenenza che vuole andare oltre una situazione preesistente sarebbe stato difficilmente gestibile. Non è questa una valutazione di merito ma la fotografia, a nostro giudizio, di una realtà evidente. Adduce è parte di un contesto politico con i suoi pro e i suoi contro, gli altri vogliono dare un messaggio di appartenenza "alla città" e non ad un contesto politico. Scomporre il quadro sarebbe operazione semplice ma di certo nè Tortorelli nè De Ruggieri possono avere voglia di mollare un elemento di autonomia e di singolarità che li differenzia dal proprio principale concorrente. "La scelta di Matera ai materani" è la campagna elettorale perchè su questo, sull'autonomia delle scelte, sulla progettualità si gioca gran parte della partita e perchè l'identità, il tifo potrebbero riuscire a penetrare laddove la politica (come dimostra enormità di civiche presenti) ha alzato chiaramente bandiera bianca.

p.quarto@luedi.it

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