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Pd: Speranza continua la guerra
Critiche anche alla riforma della scuola

Basilicata

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POTENZA - Speranza non molla. Anzi raddoppia. Dopo aver criticato a più riprese l’Italicum fino ad arrivare a votare no la riforma della Legge elettorale voluto dal segretario nazionale del proprio partito ieri ha rilanciato il proprio ruolo di oppositore interno.
E lo ha fatto a meno di 24 ore dal voto in aula sull’Italicum attaccando pure la riforma della scuola a cui sta lavorando il Governo nazionale.
Evidentemente l’ex capogruppo della Camera ormai ha rotto gli indugi. Sul disegno di legge “Buona scuola” in concomitanza con le mobilitazioni sindacali promosse in tutta Italia, Roberto Speranza attacca Renzi e la maggioranza del Partito democratico. La critica è netta: «Insegnanti, studenti, genitori sono un pezzo fondamentale del nostro Paese. La riforma della scuola va fatta con loro. Non contro di loro».
Insomma Speranza non ha proprio intenzione di ammorbidirsi. E la stampa nazionale già anticipa (con enfasi) l’incontro promosso dallo stesso Speranza a Cosenza, sabato prossimo sul reddito minimo. Un’altra proposta del governo Renzi. Tanto per cambiare.
Ma al netto di questo, le maggiori testate nazionali continuano a dare spazio a Speranza prefigurando scenari di “battaglia” dentro il Partito democratico.
Dentro perchè ipotesi di scissioni sono state già fortemente smentite sia dal deputato lucano che dai suo mentori a partire da Bersani.
E la platea di chi lo vede prossimo candidato segretario nazionale proprio contro Renzi in una sfida congressuale che potrebbe celebrarsi prima del 2017 (anno di scadenza naturale del mandato) cresce. Certo è tutto in divenire perchè nella minoranza dem le cose succedono velocemente e perchè non passa giorno senza che il perimetro della stessa minoranza cambi. In ogni caso per la Basilicata le cose sono un più definite. E non è più solo una suggestione il fatto che l’accelerazione polemiche di Speranza nei confronti del premier abbia rinfrancato (e anche entusiasmato) l’umore politico del presidente del Consiglio regionale, Piero Lacorazza.

sal.san.

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