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«Tarate i vostri programmi sul bene comune»
Appello della diocesi ai candidati sindaco

Basilicata

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MATERA - Per la prima volta le porte delle parrocchie del Materano si aprono per lasciare spazio al dibattito politico. Sono proprio i sacerdoti delle chiese cittadine a chiamare a raccolta i candidati sindaci della città e della provincia, in un confronto pubblico previsto giovedì 14 maggio nel cinema comunale a partire dalle 19. L’onda lunga dell’effetto Bergoglio si fa sentire anche nella città dei sassi come conferma una lunga lettera aperta in cui la Chiesa prende posizione. Competenza e onestà sono le parole chiave del testo che passa ai raggi x la realtà di una città che si appresta a diventare Capitale europea della cultura fra quattro anni. «L’osservatorio privilegiato delle parrocchie e della Caritas, ci permettono di toccare con mano il polso di una realtà che insieme con tante risorse e opportunità di sviluppo per la Città e i Comuni interessati: attrazione turistica, proposta culturale, bellezza del territorio, presenta anche molte criticità che vanno dallo stato di semiabbandono delle periferie alla discarica di La Martella, dalla condizione di disagio di molti giovani senza lavoro a famiglie dove sia l’uomo che la donna hanno perduto il lavoro e sono in mobilità, dalla condizione di indigenza di famiglie di persone separate allo stato di solitudine di persone anziane, da un’edilizia selvaggia che non risponde a uno sviluppo armonico della Città, a edifici in stato di abbandono o perché dismessi o perché mai terminati, dallo spopolamento delle aree interne ai disagi dei centri storici». La frammentazione dei partiti e la proliferazione di aggregazioni, certo non aiutano ma i parroci sono convinti che Matera 2019 «Possa segnare l’inizio di una svolta culturale e sociale per Matera, per la provincia e per il Sud. Prioritario pensiamo debba essere l’impegno a favore della famiglia penalizzata dal fisco e da una mentalità individualistica che rivendica diritti solo per l’individuo e meno per l’istituzione familiare». E sulle emergenze sociali, i sacerdoti richiamano anche la Regione alle proprie responsabilità «Non sempre i sussidi della Regione Basilicata sono adatti a dare dignità alle persone bisognose perché spesso hanno forma assistenzialistica; si potrebbero studiare forme di inserimento lavorativo perché il sussidio promuova anche le potenzialità delle persone». Sorvolano temi come edilizia, politiche della casa, piano regolatore, sviluppo urbanistico sapendo comunque molto bene che si tratta delle rali emergenze del territorio tanto è vero che ricordano: «Occorre che il metodo con cui si affrontano sia improntato ad un dialogo orientato a sanare le radici profonde dei mali della nostra società». E’ infine sull’ordine morale che parte forte il monito della chiesa. Il rischio è di «Un degrado umano che minerebbe il tessuto sociale e civile della nostra Città».

m.ciervo@luedi.it

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