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Presentata Matera popolare
Lista illustrata davanti al cinema Duni

Basilicata

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E’ cominciata ieri la nuova strategia comunicativa del candidato sindaco Raffaello De Ruggieri. L’occasione è stata la presentazione della lista “Matera popolare” affidata all’onorevole Vincenzo Taddei alla presenza dello stesso candidato e dalla capolista Silvana Bianculli.
Davanti all’ingresso del cine teatro Duni, chiuso da alcune settimane, Taddei ha sottolineato l’atipicità dell’appuntamento: «Oggi vogliamo dare un significato profondo a questa scelta». Le inefficienze di questi anni vanno combattute, ha aggiunto, tentando di dare una svolta. Per Silvana Bianculli è fondamentale l’impegno dei candidati soprattutto nel corso di una campagna elettorale complicata. «La nostra - ha spiegato - è una presenza di garanzia, di trasparenza»
E’ Raffaello De Ruggieri ad affrontare il tema centrale dell’incontro, quello che sta dietro l’ingresso chiuso del teatro. Il suo progetto del teatro “Guerrieri”, una struttura ex novo, necessaria a suo avviso alla città, non è stato messo da parte. Trova oggi, nelle sue parole, una nuova chiave di lettura che passa proprio dal cine teatro nato subito dopo la guerra per iniziativa di due imprenditori, Domenico Latronico e il tipografo Conti. «Questo luogo non può essere sconfessato o ridotto a un supermercato. Bisogna restituirgli la stessa dignità che aveva».
E guardando avanti, de Ruggieri avanza due ipotesi, premettendo che il Comune non potrà mai acquistare la struttura per evidenti ragioni di ordine giuridico. Una delle ipotesi percorribili potrebbe essere la costituzione di una fondazione a cui il Comune potrebbe contribuire finanziariamente. I soci, invece, vogliono capitalizzare? Allora, spiega il candidato sindaco, facciano un avviso pubblico. Per il futuro del cine teatro De Ruggieri immagina una fruizione prevalentemente cinematografica, magari con annesso museo di settore.
Per il “suo” teatro Guerrieri, invece, immagina una collocazione meno centrale, sicuramente non alla ex Barilla dove il sindaco Adduce pensa di creare una struttura culturale polifunzionale. E qui De Ruggieri ammette di condividere questa ipotesi ma a patto «Che si capisca quanto ci costa». E sull’azienda emiliana che ha chiuso i battenti, De Ruggieri avrebbe molto da dire. Per ora si limita a dire: «Siamo stati traditi, quando ha preso armi e bagagli ed è andata via».
Foto finale nessuno dei quali, purtroppo, è stato nominato.

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