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«Non basta dirsi renziani a parole»
Riunione dei renziani della “prima ora”

Basilicata

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POTENZA - «Il rinnovamento non è automatico e non avviene solo perchè uno si dice renziano». E ancora: «In Basilicata Renzi non è ancora arrivato».
Questi alcuni concetti emersi, l’altra sera, durante la riunione del Coordinamento dei renziani lucani della prima ora. In pratica si sono riuniti gli “Stati generali” dei renziani duri e puri nella sede provinciale del Partito democratico a Matera. Ma sono arrivati da tutta la Basilicata. Una trentina i partecipanti.
Tra loro Francesco Mitidieri (coordinatore provinciale di Matera dei renziani ed ex candidato alla segreteria regionale del Pd), Rocco Fiore (coordinatore renziano del Potentino), Biagio Velardi (membro dell’Assemblea regionale dem), Felicetta Baldari (sempre in attesa di subentrare a Braia in Assemblea nazionale Pd), Anna Ferrara (ex segretaria provinciale di Matera del Partito democratico) e poi ancora Canio Romaniello di Pietragalla e Francesco Laurino di Sant’Angelo Le Fratte.
Tanti gli argomenti. Dall’analisi di «tutto quello che sta accadendo nel Pd regionale», fino alle prossime elezioni amministrative. Con Matera in testa ovviamente.
Su questo i renziani della prima ora, guidati da Francesco Mitidieri, alla fine degli interventi hanno chiarito: «Per noi non ci sono dubbi. Sosterremo senza nessuna riserva i candidati del Pd e le liste che hanno il simbolo del Partito democratico. Altre scelte ci sembrerebbero assurde. A Matera stiamo con Salvatore Adduce senza nessun dubbio. E’ lui in candidato del Pd».
Ma i renziani della prima ora, se da questo punto di vista offrono una sponda alla guida del Pd dall’altro lato non lesinano critiche.
Mitidieri quindi, rispetto a quanto emerso nel Coordinamento regionale spiega: «Condividiamo nella maniera più assoluta la lettera dei renziani in cui criticano la linea politica del segretario Antonio Luongo. Non è possibile che non siano state ancora composti gli organismi di partito».
Ma su Luongo, i renziani della prima ora non si limitano alle critiche del documento della scorsa settimana: «Non riesce più a tenere insieme il nostro partito. La sua gestione è partita male e rischia di finire ancora peggio. Stiamo assistendo all’implosione del Pd lucano per le logiche di correnti e divisioni. Ma questo è anche colpa di chi si dice renziano. Perchè non c’è dubbio che la geografia politica anche all’interno della cosiddetta area renziana è complicata».
Per questo il Coordinamento regionale dei renziani della prima ora ha chiesto un incontro urgente «da farsi nell’immediato» a Luca Braia e a Marcello Pittella «per fare un punto della situazione e chiarire gli aspetti politici all’interno della corrente congressuale».
Ovviamente non sono mancate le stoccate. Anche a chi «si proclama renziano senza però capire che il renzismo dovrebbe prevedere un forte rinnovamento».
«In Basilicata Margiotta - spiega Mitidieri - fa politica da 30 anni. Non può essere certo lui il rinnovamento».
Il discorso ha poi interessato anche la questione Civati. E in tale contesto i renziani della prima ora chiedono a Dino Paradiso di chiarire la propria posizione: «Non dimentichiamo che i civatiani - spiega Mitidieri - con Paradiso sono stati determinanti nell’elezione di Luongo a segretario regionale. Vorremmo sapere se loro ancora sono dello stesso parere o se hanno nel frattempo cambiato idea e se vogliono lasciare il partito. Sono cose che vanno dette per responsabilità politica e per trasparenza». Insomma i fedelissimi del premier da quando era solo sindaco di Firenze hanno deciso di rompere gli indugi e far sentire la propria voce: perchè il renzismo in Basilicata «non è solo di coloro che sono arrivati dopo».
Per il resto sono stati annunciati prossimi incontri territoriali con la presenza di un big renziano della prima ora a breve in Basilicata.

s.santoro@luedi.it

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