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Articolo 38, Sblocca Italia e nuove polemiche
Il Ministero dello Sviluppo economico minimizza

Basilicata

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POTENZA - Latronico ha rialzato il polverone. Dalla Regione minimizzano. La questione è ovviamente quella sempre delicatissima delle estrazioni petrolifere in Basilicata e dell’articolo 38 dello Sblocca Italia.
La novità è che è stato pubblicato da parte del Governo nazionale il decreto attuativo del famoso articolo 38 che negli scorsi mesi era stato motivo di polemiche e di manifestazioni di piazza.
Il deputato lucano di Forza Italia, Cosimo Latronico ha lanciato l’allarme parlando d un rinnovato centralismo dello Stato ai danni della Regione. In buona sostanza Latronico, giovedì scorso, ha parlato della possibilità da parte dello Stato di incrementare le estrazioni nei pozzi già funzionanti. Sarebbe superato così il vincolo che invece era stato inserito nella Legge di Stabilità con l’obbligatorio protagonismo decisionale degli enti locali e della Regione e non sarebbe nemmeno menzionato il passaggio (così come stabilità nella Finanziaria nazionale) nella Conferenza delle Regioni.
Ma ieri dalla Regione hanno lanciato messaggi di rassicurazione parlando di un errore di interpretazione del decreto da parte dello stesso parlamentare Cosimo Latronico. Ribadendo che la Regione sta ferma alla legge del governo e a tutte le riforme conquistate attraverso la mediazione tra parlamentari, presidente della giunta regionale e Renzi.
Poi sulla questione è anche intervenuto il Mise (Ministero per lo Sviluppo economico) nella persona del direttore generale del Dipartimento Energia del Mise, Franco Terlizzese che ha spiegato come il decreto interessi solo le questioni di competenza del Ministero guidato da Federica Guidi e non le questioni più generali di multicompetenza: Conferenza unificata delle Regioni e ministero dell’Ambiente. In più Terlizzese avrebbe spiegato che rispetto a quanto stabilito nella Legge di Stabilità non cambia nulla: «Perchè questo è un decreto e quella è una legge». Insomma ci sarebbero gerarchie diverse.
Intanto però Latronico ieri ha sollevato un’altra questione attaccando di nuovo il Governo nazionale: «Renzi e la sua maggioranza con la legge di stabilità hanno scippato al Mezzogiorno 3,5 miliardi di euro di fondi destinati al piano della coesione e dello sviluppo, peraltro in modo retroattivo compromettendo programmi e progetti delle Regioni del Meridione».
Il deputato forzista Cosimo Latronico ha quindi rilanciato: «Questa decisione è stata da noi contrastata in Parlamento ed è denunciata dalla Conferenza delle Regioni che constatano le infauste conseguenze di questa scelta. Come si possa riprendere il cammino della crescita se si definanziano gli investimenti nelle aree a ritardo di sviluppo, è un mistero a cui il presidente Renzi dovrebbe fornire una risposta».
Latronico quindi sposta la questione anche su un piano più locale: «Sarebbe anche interessante conoscere dal governatore Pittella quale impatto ha questa decisione sui programmi e sulle intese che riguardano la Basilicata».

sal.san.

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