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Avigliano, Speranza lancia Summa
Schierato tutto lo stato maggiore dei luonghiani

Basilicata

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AVIGLIANO – Speranza: «Mi presento come alternativa a Renzi per recuperare, dall’interno, il progetto originale del Pd». Apre in grande la propria corsa alla riconferma di sindaco di Avigliano, il candidato Vito Summa. L’ospite, che di fatto, ha inaugurato la volata elettorale è di prestigio: l’ex capogruppo del Pd alla Camera dei deputati, Roberto Speranza. Una presenza non casuale. Nella divisione del Pd ad Avigliano, infatti, Summa è stata la scelta dell’area dem che fa riferimento allo stesso Speranza e poi a Luongo, Santarsiero, Lacorazza, Folino e tutti gli altri. Dall’altro lato della barricata democratica c’è l’aspirante primo cittadino aviglianese, Mimì Pace che è sponsorizzato tra gli altri dall’ex presidente della Provincia di Potenza, Mimì Salvatore (pittelliano) e dallo stesso presidente della Regione con il consigliere regionale Mario Polese.
La presenza di Speranza (da sabato in Basilicata) in tali dinamiche non è certo casuale. Ad Avigliano si gioca non solo la partita per la fascia tricolore ma l’ennesima tappa della sfida alla leadership del Pd regionale tra luonghiani (o cuperliani o bersaniani o speranziani o come si preferisce indicarli) e pittelliani – renziani.
Ieri mattina, in ogni caso, a dar manforte a Summa, pezzi storici della sinistra lucana e aviglianese. Hanno preso la parola per primi infatti, il consigliere regionale Giannino Romaniello (ex Sel ed ex Cgil) e il dirigente regionale del Psi, Antonio Giansanti. Presenti invece per il Pd, Vincenzo Folino, Vito Santarsiero e Domenico Tripaldi, oltre, ovviamente a tutti i candidati della lista elettorale che sono stati elencati dallo stesso Vito Summa. In prima fila anche i due segretari regionali di Cgil e Uil, rispettivamente Angelo Summa e Carmine Vaccaro.
Dopo una breve relazione elettorale del candidato sindaco, la parola è quindi passata a Speranza che si è tenuto lontano dai temi lucani. Il suo è stato un ragionamento più nazionale che locale. Sulle amministrative comunque ha esordito: «Sto con Vito Summa perché rappresenta la politica sobria. Una politica non urlata che non fa promesse e non si presenta con la bacchetta magica». Speranza pur non citando gli avversari e in particolare non facendo riferimenti a Mimì Pace, ha sottolineato il punto politico: «Con Summa c’è il tradizionale schieramento del centrosinistra» e del Pd degli ultimi lustri. Nulla invece su rimpasto di giunta alla Regione ed equilibri lucani.
Più approfondita la parte che ha riguardato gli scenari nazionali. Speranza alla numerosa ha platea ha ricordato: «E’ la prima volta da quando mi sono dimesso da capogruppo del Pd che parlo in Basilicata». E dopo le note critiche alla legge elettorale e al metodo scelto dal premier per farla passare alla Camera, il leader di Area riformista ha spiegato: «Io non esco dal partito. Mi presento invece, come alternativa a Renzi per recuperare quello spirito originario del Partito democratico». Insomma, Roberto Speranza guarda a sinistra ma non solo: in diversi passaggi ha sottolineato l’importanza delle tradizioni cattoliche e la ricchezza del pensiero riformista. In pratica non si “chiude” all’estremità a sinistra del Partito democratico.
Detto questo il big lucano ha rilanciato le questioni attuali. Riforma della scuola: «Non dico a Renzi di non fare la riforma. Ma non si può riformare non parlando con docenti e studenti ma andando contro di loro». Poi il reddito minimo che nelle ultime ore ha visto anche una sua apertura verso i grillini. L’ex capogruppo ha spiegato: «Dopo gli 80 euro ho detto dal principio che serve con urgenza una misura che aiuti i più deboli» e considerando che «i tre quarti dei poveri stanno nelle regioni del Sud», questa «è una manovra che serve anche a rilanciare il Meridione nel suo complesso».

s.santoro@luedi.it

 

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