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«Ecco un’altra incompiuta»
Popolari per Matera e De Ruggieri davanti al Brancaccio

Basilicata

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MATERA - Alle civiche «Che forse hanno bisogno di nascondere qualcosa», Tito Di Maggio risponde presentando la sua lista che non cambia nome e resta quella dei Popolari.
L’incontro organizzato davanti all’ingresso della casa di riposo Brancaccio viene chiarita subito: «Da due anni questa struttura ha l’ultimo piano pronto e attrezzato per le necessità della città e della regione, ma non viene utilizzato perchè mancano le autorizzazioni. I problemi della città devono essere risolti e non basta l’abbellimento della città - ha aggiunto Di Maggio con nuovi marciapiedi e aiuole. L’ordinaria amministrazione la sanno fare tutti invece quello che conta è occuparsi dei servizi ai cittadini». Presenza femminile garantita, da 17 candidate, la lista “Popolari per Matera” rappresenta «Dal disoccupato all’imprenditore fino all’ex Soprintendente Agata Altavilla, tutti hanno grande entusiasmo - ha proseguito - abbiamo guardato alla ricostituzione del centro come conferma la presenza di Rosa Mastrosimone (entusiasta in prima fila, ndr.) e l’apporto di Mario Morea richiamando tutte le anime che in questo periodo sono state subalterne a sinistra e destra. In Basilicata c’è una tradizione di centro molto forte e speriamo che il nostro richiamo venga ascoltato».
Di Maggio, fondatore del Movimento 2020, parla di De Ruggieri come del simbolo della materanità, ma non solo. «Nei suoi 80 anni abbiamo trovato lo stimolo più importante di una persona che a questa età ha ritrovato l’entusiasmo più importante per un impegno oneroso. Raffaello De Ruggieri sa sognare».
E’ il candidato sindaco ad intervenire subito richiamando il tema delle incompiute. All’appuntamento è arrivato in auto insieme al fratello, Michele già sindaco della città tra il 1967 e il 1968 e quello che potrebbe sembrare un aspetto casuale, oggi comincia ad assumere un altro significato.
«Matera purtroppo vive di incompiute - spiega - la vicenda dell’ultimo piano del Brancaccio è allarmante. L’attrezzatura fu acquisita attraverso una sottoscrizione popolare lanciata dalla Curia, ma la solidarietà popolare fu tradita dalla burocrazia, dalla disattenzione del governo cittadino». de Ruggieri parla poi del castello Tramontano, della Scuola di restauro, di occasioni perse che ora si dovrebbero recuperare. «A Matera si arriva sfiniti ai nastri di partenza per colpa di silenzi, distrazioni, incapacità di comprendere ciò che è serio e ciò che è meno serio. «Dietro la Scuola del restauro c’è il vero scopo dell’iniziativa: la creazione nella zona Paip del centro di applicazione della ricerca sulla conservazione del patrimonio culturale dell’Italia meridionale. Così si eleva il problema dell’occupazione della città. Matera otterrebbe così una autorevolezza di tutto prestigio». A pochi passi c’è il centro polisportivo abbandonato, un’altra delle incompiute, ma De Ruggieri rilancia e affrontando l’altro tema forte del rione, l’area camper, propone: «L’area del Casino Padula dove è accaduto un fatto allucinante. Lì si potrebbe individuare un’area camper più vicina alla città con maggiori servizi che si potrebbero creare. L’attuale zona che era stata scelta, a pochi metri del luogo dell’incontro ?«Sta franando, non capisco chi possa aver pensato di farne una zona per i camperisti in arrivo». Alla vicenda lunga e mai conclusa di via Nino Rota, danneggiata dalle conseguenze dell’alluvione di alcuni anni fa, De Ruggieri riserva una riflessione, ripromettendosi di approfondire i problemi legati ai «Conflitti tra Comune e imprese».
E’ il consigliere Aurelio Pace a concludere l’incontro sottolineando la necessità di un sistema di servizi sovracomunali fra Matera e Potenza. «Il Brancaccio offrirebbe proprio questo. In questa logica abbiamo immaginato un percorso che riconosciamo in Raffaello De Ruggieri. Matera è la sua storia. Oggi sono accanto a lui per imparare da una persona che ha avuto maestri, giganti della politica».

a.ciervo@luedi.it

 

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