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Un tema come la povertà
va affrontato con urgenza

Basilicata

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Si faccia quello scatto atteso da mesi e da anni. Non è più possibile continuare ad affrontare il tema dell’estrema povertà di tantissimi lavoratori lucani, sempre più in condizione di drammaticità estrema con i tempi dilatati della politica, che prima promette e poi cerca qualche soluzione tampone legate ad azioni e strumenti troppo spesso estemporanei, troppo spesso insufficienti per fronteggiare un tempo in cui la disoccupazione cresce a ritmi vertiginosi.
Si abbia anche il coraggio di ammettere che il governo regionale é in una condizione di stallo e di inerzia. Si recuperi il tempo perduto. E soprattutto si parta da quello che si può fare subito mettendo a frutto quanto di buono é già stato fatto, trovando il coraggio di fare poche scelte, magari, ma fondate su elementi virtuosi. Si recuperi con forza quel “Piano del lavoro”, presentato da Cgil, Cisl e Uil, che è stato il frutto di un ricco e proficuo lavoro di approfondimento, analisi e concertazione. Quel “Piano del Lavoro” in cui già nel 2013 veniva indicata la via maestra da seguire per dare una spallata, una volta per tutte, a quello stato di crisi sociale ed economica che investe la Basilicata.
Serve solo la volontà di mettere in campo, e subito, tutto il potenziale di cui la Basilicata dispone, superando gli schematismi, le visioni troppo spesso personali e gli interessi solo di alcuni.
Perché temi come la povertà e la diseguaglianza vanno affrontati con urgenza e responsabilità. Innanzitutto mettendo a regime il Reddito Minimo Garantito. Basta con i tentennamenti e le liturgie burocratiche delle istituzioni e dei partiti. Si faccia partire, senza se e senza ma, il primo bando per dare concretezza a un primo passo verso il contrasto reale alla povertà, affinché migliaia di lucani possano vedersi riconosciuto quello che è un vero e proprio “diritto di dignità’” .
Perché é utile ricordarlo: la politica e il governo delle istituzioni si misurano e si valutano da ciò che determinano per correggere i guasti del mercato. Si valutano e si misurano sul modo in cui costruiscono le condizioni per migliorare le condizione economiche e sociali di migliaia di famiglie e di persone. Sarebbe, ed è, inaccettabile non profondere il più grande impegno politico per tentare di debellare e risolvere il dramma che vivono migliaia di persone senza lavoro e senza alcuna speranza di trovarlo.
L’ho già detto e lo ribadisco: occorre un salto di qualità. Bisogna scegliere e concentrare le risorse per sostenere un “Piano del lavoro” quanto mai urgente per rispondere alla grave crisi recessiva in cui si trova la Basilicata da troppo anni ormai. E in questo contesto é quanto mai vitale rimettere al centro del dibattito politico regionale le ragioni di una idea di governo in cui aprire confronti è l’unico modo per restituire alla funzione politica credibilità e autorevolezza. Ora o mai più perché al netto delle proprie convinzioni partitiche, valoriali e datoriali, governare significa provare a cambiare le cose. Provare a innescare processi virtuosi e di rilancio anche quando l’orizzonte è scuro.
Rimango quindi convinto della validità del “Piano del Lavoro” presentato da Cgil, Cisl e Uil come punto di partenza per provare a costruire una visione futura della Basilicata di oggi e di domani. Si può e si deve da subito mettere in atto una misura di riforma e ammodernamento della pubblica amministrazione per aprire nuove opportunità ai giovani. Ricordo il Progetto Cento Talenti presentato alcuni anni fa che era e rimane una buona intuizione soprattutto in una fase in cui la disoccupazione giovanile supera il 50 per cento. E ancora serve aprire da subito un confronto con i grandi player presenti nel nostro territorio per determinare nuovi scenari finalizzati alla creazione di nuova occupazione.
I temi sono tanti. Le opportunità numerose. Dalla valorizzazione dell’Ambiente e del Turismo al rilancio di una operazione verità per affrontare e risolvere (o almeno tentare) l’annoso problema della carenza Infrastrutturale. Problematiche e opportunità, miste insieme, da percorrere con determinazione nuova e strategia condivisa.
Il primo banco di prova resta l’immediata partenza del reddito minimo garantito. Né può sfuggire che se dovesse permanere tale condizione di criticità generale senza che le istituzioni facciano fino in fondo la loro parte la risposta del sindacato lucano non potrà che essere la mobilitazione generale.

* Segretario generale della Cgil Basilicata

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