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Saverio Acito: «Senza un programma
De Ruggieri rischia di non durare»

Basilicata

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MATERA - «La mia posizione personale è legata a garanzie di governabilità». Saverio Acito non ha ancora sciolto la sua riserva, se per il consigliere motivi di legami personali (è candidato il figlio Andrea a sostegno di Angelo Tortorelli) non ci sono molti dubbi per quanto riguarda invece il sindaco resistono ancora delle titubanze rispetto soprattutto alla scelta naturale che dovrebbe portare verso un sostegno a Raffaele De Ruggieri. «Una scelta e una persona a cui mi lega una forte amicizia ma oggi io credo che Matera si gioca molto, saranno i cinque anni più importanti e bisogna in particolare garantire la governabilità, in questo senso l’esperienza Buccico è ancora lì davanti a noi in particolare con riferimento al ruolo delle liste civiche ed oggi ci sono gli stessi protagonisti.
Allora è venuto fuori un governo limitato anche se adeguatamente rappresentato a livello di responsabilità di vertici.
Allora le liste civiche non erano ben viste, per esempio, dall’avvocato Buccico, oggi sono alla base di questa campagna alternativa.
A garantirle sono gli stessi protagonisti del fallimento dell’Amministrazione Buccico integrate da una parte del Pd che si sono spostate per una sorta di reazione nei confronti di Salvatore Adduce.
La scelta» spiega ancora Acito, «non è avvenuta, finora, su un progetto sottoscritto ma sul desiderio di alternativa o sulla volontà di prendersi una rivincita. Proprio in questo senso io penso a sollecitare De Ruggieri a tirar fuori un programma, una serie di punti, di cose da fare su cui ci sia una condivisione generale. Su cui lavorare e votare nel corso della legislatura, quella può essere l’unica vera garanzia di governabilità».
Acito non ha deciso il da farsi, ma non nasconde i suoi dubbi: «per l’importanza del momento, per la mia città e per questi 5 anni fondamentali mi affiderò a chi garantirà la governabilità. Sono 5 anni speciali, unici».
Acito fa un passo indietro e ricorda: «il 17 ottobre o al massimo il 18 mi sarei aspettato che il Pd e la città investisse della responsabilità di questi 5 anni il sindaco uscente che ha il merito indiscusso di un risultato a prescindere da una serie di altre decisioni che non rimarranno nei ricordi indelebili.
Avevamo davanti l’attuazione di un progetto e avremmo chiarito subito se quelle lacrime in quei giorni erano di gioia o di rabbia, invece così abbiamo perso un anno e altro andrà via con il tempo che servirà a coalizione vincente per decidere il da farsi, individuare le risorse, fare le alleanze, ottenere finanziamenti da tenere fuori dal patto di stabilità. Oggi le cose sono andate diversamente».
Di fronte all’ipotesi che ci siano tre candidati del Partito Democratico Acito commenta: «mi hanno sorpreso le parole di Pittella “ci sono più Pd”. Cosa vuol dire che ci sono tre candidati del Pd? Pittella a mio giudizio dovrebbe preoccuparsi molto di più di governabilità». Soddisfazione Acito esprime invece per le parole con cui Adduce apre ad un commissario ad acta da nominare per snellire le procedure: «le parole di Adduce di qualche giorno fa mi soddisfano e riprendono la mia proposta di qualche mese fa, spero possa essere lo stesso che ha portato avanti l’Expo».
Poi l’ultima battuta: «oggi sotto il profilo della garanzia di governabilità mi pare stia meglio il sindaco uscente, credo che De Ruggieri debba spendere parte di questo tempo per definire punti programmatici precisi». Quanto alla candidatura del figlio Acito spiega: «ha avuto coraggio in questo momento e di fronte alla poca voglia che c’è di impegnarsi. Ha fatto una scelta in piena autonomia e libertà. Una scelta da rispettare».

p.quarto@luedi.it

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