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Bradascio sul SalvaPotenza:
«Contrario a finanziarie il debito»

Basilicata

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Lo chiarisce subito: «Non è polemica ma un grido di allarme». Quello che arriva da un pezzo consistente della società lucana che paga a caro prezzo i continui tagli al welfare. Per dirla in parole povere, se non ci sono i soldi per garantire alcuni servizi fondamentali di assistenza, perché la Regione dovrebbe farsi carico dei debiti di Potenza? A qualche giorno di distanza dalla delibera della Giunta Pittella che assume l’impegno di garantire in quattro anni la copertura di 34 milioni di euro alle casse del capoluogo, è il consigliere Luigi Bradascio a dare voce a questo sfogo.
Scrive su facebook e poi, contattato dal Quotidiano, conferma a voce: «Non credo sia possibile tacere». Il consigliere regionale, di professione medico, ci tiene a chiarire che «non ho particolari scopi politici ma cerco di interpretare al meglio le istanze di chi mi onoro di rappresentare». Ed è per questo che si dice nettamente contrario a finanziare il dissesto del Comune di Potenza, e soprattutto a pagare una multa derivante dallo sforamento del Patto di stabilità. Sanzione che, così come annunciato, potrebbe subire una notevole riduzione, passando da dieci a due milioni.
Ma la questione rimane intatta: sarà pure una provocazione, «ma mi chiedo perché non farli pagare a chi di quello sforamento è responsabile e non ai lucani». Insomma, Bradascio ne fa anche una questione di responsabilità politiche. Le risorse destinate al capoluogo, inevitabilmente, saranno sottratte da altre voci di bilancio. E questo questo “prendi qua e sposta là” si gioca sempre sulla pelle degli stessi. Racconta di una telefonata ricevuta dal padre di una ragazzina gravemente disabile che molto probabilmente non potrà più frequentare il centro di riabilitazione per l’entrata in vigore della delibera della ex Giunta De Filippo che introduce un contributo imposto alla famiglia (circa 700 euro al mese). Ma riferisce anche della telefonata ricevuta dal vescovo di Matera, allarmato per i tagli agli aiuto regionali alla casa di cura e assistenza Brancaccio, della città dei Sassi.
«Cosa rispondiamo? Che la Regione non ha risorse?», chiede il consigliere che ricorda anche la discussione che accompagnò l’ultimo trasferimento regionale al Comune di Potenza, paro a 10 milioni di euro, che risale a meno di un anno fa. «Dicemmo allora che sarebbe stata l’ultima volta». Ora la Regione assume un nuovo gravoso impegno, quantificato in 34 milioni, «senza che ci sia stato un dibattito complessivo intorno a questa ipotesi». Lascia intendere che sarebbe stato più propenso a una legge destinata a tutte le realtà che svolgono funzioni sovra comunali. «Altrimenti si tratterà di un puro finanziamento di debito». Ma, «un vero nuovo dibattito, anche intorno a questa ipotesi, non c’è stato». La delibera adottata dalla Giunta non è altro che l’assunzione di un impegno formale a favore del Comune di Potenza. Il trasferimento, per diventare effettivo (sempre se dovesse essere approvato l’emendamento al decreto di modifica al Testo unico sugli enti locali), dovrà essere approvato in Consiglio regionale. Ma nel frattempo che il provvedimento arrivi in aula, la posizione del consigliere Bradascio è chiara e nemmeno tanto isolata.

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